Miliardi di persone “offline”, disparità tecnologiche e ruolo dell’Italia
23 Maggio 2025
Sono 5,64 miliardi le persone al mondo che utilizzano internet, pari al 68,7% della popolazione globale
<Miliardi di persone “offline”, disparità tecnologiche e ruolo dell’Italia> Articolo su QN IL GIORNO del 23 maggio 2025
A cura di ASSOEDILIZIA informa
Milano, 22 maggio 2025
<Miliardi di persone “offline”, disparità tecnologiche e ruolo dell’Italia>
Articolo su QN IL GIORNO del 23 maggio 2025
Di Achille Colombo Clerici
Sono 5,64 miliardi le persone al mondo che utilizzano internet, pari al 68,7% della popolazione globale; con una crescita, nell’ultimo anno, di 144 milioni di unità. Nonostante i progressi,circa 2,6 miliardi di persone restano offline, con la maggioranza risiedente in Asia meridionale, Asia orientale e Africa. E sono 5,81 miliardi gli utenti di telefoni mobili rappresentando il 70,7 % della popolazione. Nel 2023 il mercato globale è stato valutato in 3,25 trilioni di dollari.
Sono i dati principali emersi dalla Giornata mondiale delle telecomunicazioni e della società dell’informazione – ICT, che ricorre ogni anno il 17 maggio. Dati che denunciano però consistenti “divari digitali”.
Nel 2024, il 93% della popolazione nei paesi ad alto reddito utilizzava Internet, rispetto al 27% nei paesi a basso reddito; in Africa subsahariana, nel 2019, il tasso di penetrazione di Internet era del 33,8% per gli uomini e del 22,6% per le donne; nel 2022, il 75% delle persone tra i 15 e i 24 anni utilizzava Internet, rispetto al 65% delle persone con più di 25 anni.
Quanto al futuro, si stima che siano necessari circa 418 miliardi di dollari per garantire una connettività a banda larga universale, con la maggior parte degli investimenti da riservare ai paesi in via di sviluppo.
E l’Italia come si colloca nel contesto europeo e mondiale?
Mentra il 90% della popolazione è connessa a internet, grazie alla liberalizzazione del mercato l’Italia è al secondo posto mondiale per il costo più basso dei dati mobili. Ma certamente la notizia più interessante – anche se non è una sorpresa – è che la televisione ha perso il primato come principale fonte di informazione (lo è per il 46,5% della popolazione), superata da altre piattaforme, come i social media e i media online. Infatti questi ultimi hanno registrato 44 milioni di utenti, pari al 75% della popolazione.
Nell’ITC lavorano 970.000 specialisti (1,7 milioni l’obiettivo per il 2030), di cui il 15,7% donne (19,4 la media europea); il i laureati rappresentano il 42,1% (media UE 66,7%). Le imprese che utilizzano tecnologie di intelligenza artificiale sono l’ 8,2% (13,5% media Ue); il fatturato realizzato online dalle PMI è il14,0% del totale (contro una media EU del12,4%).
L’talia, terzo Paese manifatturiero d’Europa, è in grado di affrontare, con necessari e continui investimenti e adeguate politiche, le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie avanzate; ma deve fare attenzione al controllo sulle infrastrutture strategiche e sulla cybersicurezza, essendo particolarmente esposta agli attacchi informatici globali. Nel 2024, gli incidenti cyber gravi sono peraltro aumentati del 27%.
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