Meschino il bilancio della Social card: lo Stato ha speso per il 2008 soltanto 40 milioni di euro, meno di un Jackpot del SuperEnalotto
2 Gennaio 2009
La montagna ha partorito il topolino. Il grande can can orchestrato um mese fa intorno alla Social Card si è rivelato una davvero povera cosa. Sono state attivate finora,
più o meno, soltanto 330.000 Carte, rispetto a una platea (ipotetica) di un milione e trecentomila aventi diritto. Altro che intervento “benefico” per Natale o Capodanno. Ci si
penserà, con calma e tanta burocrazia, in questo 2009, mentre le casse dello Stato hanno concesso i 120 euro di arretrati di cui si parla da prima dell’estate 2008, a 330.000
persone in tutto. 39 milioni di euro: tanto è costato nel 2008 l’intervento tanto strombazzato a favore dei più deboli e nessuna proroga è arrivata, alla scadenza
del 31 dicembre, a estendere il beneficio a quanti non hanno ancora capito come funziona la complessa burocrazia messa su per l’occasione. Lo Stato ha speso, insomma, in tutto un terzo
o poco più del SuperJackpot da 100 milioni di euro, messo in palio poche settimane fa dal Superenalotto.
Le cifre ufficiali dell’Inps
E i numeri che confermano il voluto flop arrivano direttamente dall’Inps, che – poco prima di Capodanno – ha reso noto di aver attivato 330.000 Card, rispetto alle 520.000 domande
ricevute. Ne sono state respinte, quindi, 140.000, mentre 52.000 devono essere ancora esaminate.
I dati dello Spi Cgil e della Cisl di Bologna
Ma la beffa non finisce qui. In una conferenza stampa di bilancio di fine anno della Cisl di Bologna, le cui cifre appaiono, in un articolo di Alice Loreti, sulle pagine locali
dell’Unità emergono dati ancora più clamorosi. “Ai nostri sportelli – spiega Laura Gamberini, segretaria organizzativa della Cisl bolognese – si sono rivolte 500 persone,
con la lettera in mano. Di queste, 150 avevano i requisiti minimi e solo 30, finora, hanno ricevuto la Carta degli acquisti”.
E non è tutto, perché – sottolinea la Gamberini – il 40% degli acquisti tramite Card è andata fallita”, perché sul “Bancomat dei poveri” non era stato
ancora caricato nulla.
Un disastro, insomma.
Dure critiche da Famiglia Cristiana
Auspicando provvedimenti efficaci a favore delle famiglie, sempre più in difficoltà,”’Famiglia cristiana” boccia alcuni
provvedimenti presi finora dal governo. “Mai come in questi anni – afferma Beppe del Colle nell’editoriale di apertura del prossimo numero – s’è parlato tanto di
famiglia. Il più delle volte, per dirne male. O anche per smontarla. Si è parlato tanto di famiglie (…) per illuderle prima con vuote promesse elettorali, per
deluderle poi quando la montagna ha partorito striminziti topolini: bonus, social card, una tantum. Provvedimenti tampone – conclude la rivista cattolica – che non tamponano un bel
niente”.
L’obbiettivo di Tremonti: tanto rumor ma pochi finanziamenti
Non soprende che l’operazione Social Card sia stata avviata col contagocce. L’obiettivo sempre più evidente di Tremonti è stato quello di trasferire la spesa dal
bilancio 2008 a quello 2009. Esistono, infatti, difficoltà nel reperire le risorse.
Non a caso, anche per la “ricarica” nel 2009 delle carte abilitate sul sito del ministero dell’Economia si specifica che “Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Carta
sarà inizialmente caricata dal ministero dell’Economia e delle Finanze con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009,
la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro (40 euro x 2 = 80 euro) sulla base degli stanziamenti via via disponibili”. Come si vede non vengono assicurate scadenze fisse,
ma si parla di “stanziamenti disponibili”. Strano modo di procedere, per una iniziativa tanto sbandierata.




