MARRAZZO NOMINATO COMMISSARIO DAL GOVERNO «TRANQUILLI, ADESSO CI PENSO IO»

By Redazione

Il Consiglio dei ministri ha nominato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, commissario ‘ad acta’ “per la realizzazione degli obiettivi di risanamento finanziario previsti nel
piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario” laziale.

E’ fatta, ora bisogna vedere se funzionerà. Il Consiglio dei ministri di venerdi 4 luglio ha nominato Piero Marrazzo commissario straordinario per la sanità laziale
(con precisi vincoli e sotto stretto controllo ministeriale). Avevano addirittura riscritto un articolo della Finanziaria per rendere possibile l’operazione, per eliminare
l’incompatibilità tra la figura del Commissario e quella di un amministratore regionale. E Marrazzo viene chiamato a salvare la sanità laziale con pieni poteri. Un
commissariamento sui generis, in realtà, ma che rappresenta la miracolosa quadratura del cerchio immaginata da Palazzo Chigi, preoccupato di scongiurare il collasso finanziario
della Regione e insieme di legare a sè il Governatore sfilandolo da alleanze pericolose.

Il prezzo politico che Marrazzo dovrà pagare sarà salato, salatissimo, ma l’accorta strategia della Presidenza del Consiglio potrebbe rendere tutto indolore, quasi
naturale. Paradossalmente l’aria era diventata irrespirabile nelle ultime settimane del governo Prodi, sembrava di rivivere gli ultimi giorni di Pompei, con un un Tesoro irremovibile a bocciare
tutti i piani di rientro presentati dalla Pisana, la bancarotta era dietro l’angolo e il governo amico tentennava. Con i precari in piazza, i creditori alle porte, la valanga di sentenze
punitive del Tar e del Consiglio di Stato, i contenziosi con gli Irccs, con i Policlinici universitari, le proteste degli amministratori locali per le chiusure e i ridimensionamenti di questa o
quella struttura sanitaria. Poi, improvvisamente, il cambio della guardia nei palazzi del potere centrale. E tutto cambia. I vincitori invece di prendersi la rivincità
sull’indifeso Marrazzo cambiano tattica e atteggiamento. Briglia lunga al governatore, rifacciamo i conti, ricominciamo da capo, un mese per trovare soluzioni e per rasserenare il clima
generale.

A Marrazzo viene chiesto di riformulare in termini più concreti e realistici il piano di rientro e quello del riordino ospedaliero regionale, la trattativa con il Tesoro per quei
cinque miliardi di euro che il Lazio rivendica e che rappresentano la salvezza per la sanità laziale diventa più agevole, e andrà a buon fine se il
Governatore si dimostrerà ragionevole. Come segno di buona volontà La Giunta ha chiuso il contenzioso con il Gemelli (500 milioni alla Cattolica, 250 posti letto in
meno), ha accelerato i tempi dell’accordo con gli imprenditori privati (ne accoglierà sostanzialmente la maggior parte delle richieste). Insomma squarci di sereno nel cielo in
tempesta. E si sa che in un clima collaborativo tanti problemi possono essere risolti all’insegna della realpolitik, fuori dagli steccati ideologici che hanno paralizzato fin qui
l’attività della Giunta laziale. L’elenco è lunghissimo, le emergenze scandalosamente rimaste inevase premono: San Camillo, Umberto I, Cto, Ares 118. e via dicendo.
Riuscirà l’operazione? Non possiamo che augurarcelo: c’è chi punta i piedi tra gli alleati di Marrazzo, di fatto tagliati fuori dai giochi, e c’è chi nel
Centro destra non crede al ravvedimento del Governatore. Che l’ex anchorman prenda tempo e giochi a nascondino è addirittura fisiologico, ma è un gioco delle parti
politicamente comprensibile. Chiede garanzie, prende impegni, assume su di sè deleghe e responsabilità (ma finita l’emergenza affiderà quasi certamente la
patata bollente al fido Montino), usa tutti gli strumenti a disposizione per togliersi dai guai. Intanto dopo aver licenziato l’assessore Battaglia e aver fatto piazza pulita dei dirigenti
dell’Assessorato, ha potenziato il suo staff e ha richiamato in servizio un «Cincinnato» della sanità laziale, quell’Ernesto Petti che prima di andare in
pensione per limiti di età ha rimesso in ordine i conti della Asl di Latina. Un tecnico rispettato da tutti. Il nuovo corso comincia da qui.

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