Mamma scappa in Scozia a fare un viaggio… Ritrova l’amore per se stessa
7 Settembre 2009
Ecco la storia di Alessandra: determinata, dritta alla meta.
Potrebbe essere la storia di tante altre donne che con fermezza affrontano le difficoltà di tutti i giorni.
Tutto è iniziato due settimane fa quando Marco, mio marito, è partito per cinque giorni a fare un corso ed io sono rimasta a casa con le mie tre bambine: mi sono resa conto che mi
sono sentita sola ed abbandonata, non sostenuta nonostante fossi stata io ad insistere che lui andasse.
Ed ora eccomi qui in partenza per la Scozia.
Il programma era che saremmo partiti Marco, la piccola Anna ed io, ed invece mi ritrovo all’aeroporto solo con Franca, in lacrime e con un grandissimo senso di colpa.
Non mi ero mai accorta, fino ad oggi, di quanto i giudizi generalizzati avessero condizionato la mia vita, soprattutto nel caso di una madre che lascia a casa il proprio figlio piccolo: ci
vuole coraggio per fare questo perché non è facile sostenere chi ti dice che sei una madre snaturata e senza coscienza.
Questo mi ha fatto riflettere: non avevo fiducia in Marco e non lo ritenevo all’altezza di gestire una bambina di soli cinque mesi.
Noi madri facciamo sempre un’enorme sacrificio quando cresciamo i nostri figli dimenticando la loro forte sensibilità e le percezioni che hanno nel sentire i nostri stati d’animo.
Uscire dalle righe è facile per gli uomini, quasi impossibile per le donne. Ci vuole un grande coraggio ed io ho scelto di avere coraggio perché sono uscita dalle righe ed ho
preso una settimana di vacanza lasciando Sara, la più grande, e Anna, la più piccola, a casa con Marco.
Quando ho preso la decisione di non portare la piccola Anna mi sono sentita immediatamente in colpa, perché la bambina l’ho sempre allattata e andandomene senza di lei le
avrei tolto il mio prezioso latte, mi sono sentita in colpa verso i miei suoceri e i miei genitori, mi sono sentita in colpa perché come fondatrice del gruppo Mom at work avrei voluto
essere l’esempio di mamma efficiente e perfetta ma la perfezione si può raggiungere solo credendo di essere già perfetti, con i pregi ed i difetti che si hanno, guardando oltre il
velo del giudizio.
La prima parte del viaggio è stata un disastro perché avevo su di me il macigno del senso di colpa che è sempre un grosso peso da portare sulle spalle. Poi ho deciso di
prendere coscienza della situazione ponendomi delle domand. e mi sono ricordata che c’è sempre un altro modo per vedere le cose.
Mi sono chiesta: Come mai mi sento cosi?, per quale motivo ho vergogna di quello che sto facendo?, c’è un altro modo per vedere questa situazione?, qual è il motivo per il quale
ho causato questa realtà?, come posso vedere questa situazione in modo positivo?
Facendomi queste domande ho individuato il vero problema: ero arrabbiata con Marco per avermi abbandonato sola con tre bambine per andare a fare il corso due settimane prima, ero gelosa della
libertà che aveva lui pur avendo tre figli e dell’apparente castrazione mia con la stessa situazione familiare… ma soprattutto ero arrabbiata con me stessa per essere rimasta
incinta la terza volta avendo già due bambine relativamente grandi, che potevano cavarsela da sole. Ecco qual’era il vero problema!
Volevo riappropriarmi della mia libertà.
Facendomi queste domande, capendo il problema e guardandolo senza rabbia, semplicemente per come era, nudo dai vari condizionamenti, ho risolto con me stessa. E nel risolvere con me stessa mi
è cambiata la percezione del mondo intorno a me.
Ho deciso di dare fiducia a mio marito permettendogli di dimostrare d’essere un buon padre, ho cominciato ad assaporare la vacanza anche nelle piccole cose e ho deciso di godermi appieno Franca
che era lì con me, dando a lei l’opportunità di provare per una volta a fare la figlia unica.
Nulla è come appare.
Superando la cortina di nebbia delle nostre paure possiamo scoprire che c’è un faro che ci guida e quel faro… siamo noi! Il nostro intuito, la parte più profonda, la passione
per la vita e soprattutto l’amore per noi stessi sono l’unica fonte per poter dare poi amore agli altri.
(Esperienza di Alessandra)





