Made in Italy, Coldiretti: «grave sostegno De Castro a carne straniera»

E’ particolarmente grave che un Ministro dell’agricoltura italiana anziché cercare di valorizzare la produzione Made in Italy di carne bovina, che si trova peraltro in una grave
situazione di crisi, intervenga a favore dell’importazione di carne dal Brasile, nonostante, tra l’altro, l’allarme di natura sanitaria lanciato dall’Unione Europea.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’intervento del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro per favorire l’arrivo in Italia di carne dal Sud America proprio nel momento in
cui la Commissione Europea, per la mancanza di garanzia sanitarie, ha deciso forti limitazioni alle importazioni di carni bovine dal Brasile per evitare che nei piatti dei cittadini europei
finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l’afta epizootica.

L’uso strumentale di una denominazione di grande eco come la bresaola per giustificare importazioni a basso costo ed elevato rischio sanitario è – denuncia la Coldiretti – un grave
attentato ai veri interessi dell’agricoltura italiana e dei suoi imprenditori a vantaggio del falso Made in Italy che nulla ha a che fare con la materia prima nazionale.

L’iniziativa del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro oltre ad essere in aperto contrasto con gli interessi degli agricoltori italiani è anche preoccupante – continua la
Coldiretti – per la salute dei cittadini dopo che la Commissione Europea ha evidenziato che nonostante i molti richiami dell’Ue, le Autorità brasiliane non hanno adottato misure idonee
per risolvere i problemi di mancanza di rintracciabilità e di natura sanitaria evidenziati nelle recenti ispezioni nel paese sudamericano.

Di fronte a questa situazione la Coldiretti chiede che vengano applicati con rigore i vincoli introdotti a tutela della salute dall’Unione Europea, che prevedono tra l’altro che a partire dal
31 gennaio 2008 le importazioni di carne bovina dal Brasile siano autorizzate solo se provenienti da un elenco di allevamenti selezionati «che rispettano interamente gli obblighi dell’Ue
in materia di importazione». Le nuove norme dovrebbero ridurre a circa 300 gli allevamenti brasiliani autorizzati alle esportazioni rispetto agli attuali 15mila.

Va infatti contrastata con forza l’iniziativa del Ministro Paolo De Castro che nella missione nel Paese Sudamericano «ha rappresentato l’esigenza? di richiedere in ambito WTO o nei
colloqui bilaterali tra UE e MERCOSUR, uno specifico contingente a dazio zero con l’obiettivo di favorire l’export di carne bovina brasiliana» secondo quanto riferito da un comunicato
dello stesso Ministero.

Gli arrivi di carne dal Brasile in Italia, nonostante i rischi, sono aumentate del 18 per cento nel 2007 ed oggi l’Italia importa oltre il 15 per cento delle 300mila tonnellate di carni bovine
spedite dal Brasile nell’Unione Europea.

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