Livorno: Maltempo, Chiesto da Coldiretti lo stato di calamità naturale

By Redazione

Livorno: Coldiretti chiede lo stato di calamità naturale alla Provincia. E’ iniziata la conta dei danni per gli agricoltori della Provincia di Livorno e per la
maggiore organizzazione agricola (www.livorno.coldiretti.it) che in questa ultima settimana ha ricevuto centinaia di segnalazione di danni e difficoltà a causa del maltempo.

La pioggia incessante e battente, e l’esondazione di numerosi fossi e l’allagamento dei campi, in particolare nel Comune di Collesalvetti, hanno distrutto il raccolto di
decine di imprese agricole e compromesso la parte finale della raccolta delle olive.

Una situazione drammatica per l’agricoltura locale con perdite consistenti per i produttori di grano, orzo ed in generale cereali e nell’ortofrutticolo con i maggiori danni
nella Val di Cornia. Perse completamente le produzioni di spinaci, bietole, carote e finocchi a causa del ristagno dell’acqua che ha asfissiato le coltivazioni. Al momento
impossibile quantificare il danno economico ma per Simone Solfanelli, Direttore Provinciale Coldiretti si parla di “centinaia di migliaia di euro”.

”Il danno economico subito non è paragonabile al danno psicologico provocato- spiega Solfanelli – mesi di lavoro sono stati bruciati dalla pioggia. Le situazioni peggiori
nella Val di Cornia e nel territorio del Comune di Collesalvetti ma il maltempo ha colpito indistintamente gran parte delle aziende agricole livornesi.

La situazione è molto pesante”. Passando alla conta “materiale dei danni” la situazione più complicata è quella dei produttori di cereali:
“Mancano completamente all’appello le semine dei cereali autunnali come grano duro, grano tenero, orzo. In 9 casi su dieci la causa è dovuta
all’impraticabilità dei terreni mentre il restante seminato è andato perduto a causa del ristagno dell’acqua”.

Danni ingenti anche per i produttori di ortofrutta. “Abbiamo registrato danni alle produzioni di spinaci, bietole, carote e finocchi dovuti a ristagni di acqua, mentre per la
raccolta delle olive, che si trovava nella fase finale, ci sono grandi difficoltà per il completamento. Temo che andrà perduto il 15% di raccolto”.

Decine invece, le imprese “affogate” a causa dell’esondazione del fiume Cecina. “E’ necessario – conclude Solfanelli – che la Provincia di
Livorno si attivi per chiedere lo stato di calamità nel tentativo di risarcire le imprese agricole. Questo per l’agricoltura è uno degli anni peggiori degli ultimi
dieci. E se ci sommiamo il delicato momento economico il quadro è dei più foschi”.

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