Latte 100% siciliano e pecorino spalmabile: dalla Trinacria, tradizione e qualità
21 Dicembre 2010
Rilanciare il mercato dei prodotti tipici alimentari siciliani, diffondendoli generando reddito ed occupazione.
Questi gli obiettivi principali dietro la creazione e la commercializzazione del nuovo latte fresco siciliano al 100% ed il formaggio ovino morbido spalmabile.
Dietro alle pietanze, una carena complessa. All’origine, una filiera tutta siciliana, cui ha fatto da apripista l’esperimento di due cooperative di Ragusa, Progetto Natura e Ragusa Latte,
sostenute da Coldiretti. A far sì che i due arrivino alla grande distribuzione, un tandem composto da Coop ed assessorato all’Agricoltura.
Proprio Elio D’Antrassi, assessore regionale all’Agricoltura, magnifica il latte. D’Antrassi spiega come la bevanda sia “Un prodotto certificato dall’istituto zooprofilattico come di altissima
qualità, raccolto esclusivamente da produttori dell’isola e sarà venduto nei supermercati ad un prezzo inferiore del 10% rispetto agli equivalenti delle grandi marche”, circa 1,40
Euro al litro.
Il politico ha poi ricordato come bersagli dell’iniziativa siano la conquista del mercato locale e la riduzione delle filiere. Detto altrimenti, si vuole aumentare il profitto dei produttori
locali evitando l’inserimento di grandi marchi extra-regionali. Così facendo, i cibi non vengono modificati e brandizzati, i consumatori li pagano meno ed i produttori ottengono di
più. Il primo grande passo è allora “Moltiplicare la cifra del 38% di presenza di prodotti locali nella nostra distribuzione, per questo non occorrono fondi, ma organizzazione,
consorzi e cooperative, un esperimento che sta dando esiti positivi”.
Sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, sottolineando come “Il progetto di accorciare la filiera, che parte oggi con il latte e il formaggio
ovino ma si applicherà anche al vino, all’olio e ai succhi, permette ai consumatori siciliani di spendere meno e ai produttori di intascare qualche centesimo in più”.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
Matteo Clerici
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