L’Arte della Luce fra le Valli Ossolane
23 Agosto 2010
Maestria di colori, di ritmo. I cinesi, come ci ha ricordato Oreste Pastore, consigliere delegato del Distretto Turistico dei Laghi, furono i primi nell’anno 1000 a prodigarsi con l’arte della
pirotecnica. E hanno dimostrato la loro suprema maestria agli occhi di migliaia di turisti accorsi ad assistere la 4a serata del Campionato Mondiale di Fuochi d’Artificio 2010 presso Santa
Maria Maggiore, in Val Vigezzo, tra le stupende Valli dell’Ossola.
Lo spettacolo, spostato dal 14 agosto alla sera del 15 agosto, nonostante il freddo “poco estivo”, ha raccolto una miriade di curiosi, appassionati, turisti della zona: tutti con il naso
all’insù al segnale di partenza dei Fuochi ad osservare una valle “illuminarsi” di un tripudio di luci variopinte.
La nostra Troupe si è concessa due giorni di turismo di alta qualità: ospiti presso l’Hotel Corona di Domodossola, stupenda struttura ricettiva con più di 1000 anni di
storia, abbiamo potuto cogliere la molteplicità dei valori “propri” dell’Ossola: natura, architettura, sapore dei suoi piatti tipici.
Natura incontrastata con montagne coperte dal verde che ci hanno accolti lungo il percorso, imponenti ma allo stesso tempo foriere di maestosa sicurezza.
Un’architettura millenaria: Domodossola, antica capitale dei Leponzi (OSCELA LEPONTIORUM il suo primo nome in epoca romana), è intrisa di storia: la costruzione del Duomo, nel Medioevo
la fa diventare DOMUS OSCELLAE, poiché unico abitato a possedere un edificio sacro nel circondario urbano.
Sapori montani: un pranzo presso uno dei ristoranti più importanti di Domodossola, la Trattoria Antico Piemonte “Da Sciolla”, che parteciperà alla rassegna “I Sentieri del Gusto”,
rassegna enogastronomica del Parco Nazionale della Val Grande, ci ha fatto comprendere l’unicità e tipicità della cucina ossolana, il suo “calore” casalingo.
La sera del 15 agosto, il treno della Vigezzina è pronto per portarci nel cuore della Val Vigezzo: lo spettacolo che si vede al di fuori dei finestrini è unico: man mano che il
treno sale, passando abitati che sembra si siano fermati a inizio del secolo scorso, il tramonto ci accompagna verso la nostra destinazione creando giochi di luce fra le montagne. 30 minuti ci
portano ad 800 metri di altezza a Santa Maria Maggiore, dove ci attende lo spettacolo.
Uno spettacolo per il quale è limitativa la sola esposizione nello scritto: lasciamo parlare le immagini…
Andrea Della Rolle





