L’America insegue l’Italia nello sviluppo dei prodotti a marchio

L’America insegue l’Italia nello sviluppo dei prodotti a marchio

By Redazione

Mentre in Europa la marca commerciale è una realtà consolidata, negli Stati Uniti è un fenomeno ancora in sviluppo. Le quote che alcuni retailers europei vantano nella
private label (circa il 40% delle vendite) rappresentano ancora un miraggio per le insegne americane, dove la private label ha raggiunto il 20-30%.

Si tratta ovviamente di un contesto di mercato ben differente: le insegne statunitensi operano in una realtà distributiva frammentata – i primi cinque retailers realizzano infatti il 45%
del mercato, capitanati da Wal Mart, con una quota del 13% -, ben distante da alcune realtà europee, come quella inglese dove l’80% del giro d’affari è detenuto da cinque
distributori. Nonostante questo divario, negli ultimi anni la marca commerciale negli Stati Uniti è cresciuta in modo significativo, favorita senz’altro dal contesto ambientale –
recessione e elevati tassi di inflazione nel mercato alimentare – e dalla proattività delle insegne che hanno investito nello sviluppo.

Ampliamento del portafoglio prodotti e innalzamento della qualità offerta sembrano essere le due assi lungo le quali si stanno muovendo le insegne statunitensi. Dal 2006 al 2008, infatti,
il portafoglio prodotti a marchio negli Usa è cresciuto dell’80%, tra referenze premium e referenze value. Oggi i prodotti a marchio hanno raggiunto la quota del 24% in volume e la quota
del 19% in valore, dati decisamente positivi se si considera che nel 2003 risultava pari al 20% in volume e al 15% in valore. La penetrazione è avvenuta principalmente nel canale
supermercato, meno nei convenience store e nei discount dove c’è ancora ampio spazio per crescere.

Ar.bolognafiere.it/newsletterMARCA
Redazione Newsfood.com+WebTV

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD