“L'agricoltura biologica un volano per la Tuscia”

Viterbo, 12 Dicembre 2007 – Il biologico come modello di sviluppo, l’assessore provinciale all’Agricoltura Mario Trapè è intervenuto al convegno, organizzato
dall’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab) dal titolo “Agricoltura biologica nel Viterbese: etica, lavoro e sviluppo sostenibile”.

“La Provincia di Viterbo – afferma l’assessore all’Agricoltura – insieme alle associazioni agricole e ambientalisti ha avvertito da tempo il pericolo delle contaminazioni indotte dalla presenza
di ogm ne prodotti agricoli. Per questo è importante l’indicazione obbligatoria dell’origine, un espediente che serve a superare le difficoltà dei consumatori e dà garanzie
al produttore. Dobbiamo essere consapevoli, infatti, che l’agricoltura italiana può crescere soltanto sulla base di specificità, puntando sulla qualità originalità
dei prodotti e sul legame con i territorio”.

Durante il convegno sono stati presentati il Piano d’azione per l’agricoltura biologica nella provincia di Viterbo, il programma di promozione del consumo di prodotti biologici a livello
provinciale e quello di promozione dell’offerta bio Viterbese,

“Noi non siamo d’accordo – continua Trapè – con quanti sostengono che il crescente interesse per il metodo della coltivazione biologica del coltivatore corrisponda a un fatto di modo
destinata presto a essere superata. Siamo al contrario convinti che l’apprezzamento di tale metodo di produzione corrisponda a una nuova e più matura cultura basata su solidi principi,
quali il rispetto dell’ambiente e del territorio, la salite e la sicurezza del consumatore”.

Per incentivare questo settore la Provincia ha messo in campo diverse strategie. “Abbiamo stipulato convenzioni e stiamo cercando di mettere a frutto le scelte importante, inoltre la Provincia
di Viterbo coordinate le iniziati con altri enti e associazione anche per fungere da stimola per la legge sulla tracciabilità. Attraverso fiere nazionali e internazioni, tipiche del
settore, siamo impegnati per la promozione del marketing delle produzioni. Perché dobbiamo necessariamente prendere atto che la Regione attraverso l’Arsial ha investito e ha contribuito
al trend dell’agricoltura bio e noi quindi dobbiamo crederci per essere davvero competitivi”.

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