La produzione di frutta è in crescita
10 Aprile 2008
Per la frutta italiana non si preannunciano per quest’anno aumenti consistenti dei prezzi sul campo, mentre la produzione dovrebbe segnare un incremento del 2/2,5 per cento rispetto al 2007,
quando si era avuto un calo intorno allo 0,5 per cento.
E’ quanto rileva la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel presentare le prime stime sulla prossima raccolta frutticola.
Dunque, per la produzione frutticola italiana nel 2008 non si prevedono cali, anche perché non si sono verificati effetti climatici (gelate in particolare) da determinare una flessione.
Analogamente le stesse risorse idriche, dopo le piogge e le nevicate avutesi in marzo che hanno permesso di rimpinguare le falde acquifere e di irrigare le coltivazioni, evidenziano, almeno per
il momento, che non dovrebbe esserci una siccità come gli anni passati.
In particolare, per mele e pere -rileva la Cia- si prevede una crescita, in termini produttivi, tra il 2 e il 3 per cento, per le pesche un aumento del 1,5/2 per cento, per le susine un
incremento inferiore all’1 per cento, mentre per albicocche, ciliegie, angurie e meloni si dovrebbe registrare una certa stazionarietà.
Un miglioramento produttivo -sostiene la Cia- dovrebbe aversi anche per l’uva. Sicuramente la vendemmia 2008 sarà migliore di quella del 2007, la più scarsa degli ultimi 50 anni
con 40,5 milioni di ettolitri di vino. Difficile al momento, invece, fare previsioni per gli agrumi.
Per quanto riguarda i prezzi, è prevedibile -segnala la Cia- un lieve ritocco al rialzo. Questo è dovuto essenzialmente ai forti aumenti dei costi produttivi per le aziende
agricole, che già a febbraio scorso hanno segnato una crescita del 8,7 per cento rispetto all’analogo periodo del 2007. Quindi, nessuna impennata. Anzi, per alcune produzioni si
preannuncia stabilità.





