La politica di coesione in Europa dopo il 2013

Danuta Hübner, Commissario europeo responsabile per la politica regionale, prende oggi la parola in un’importante conferenza a Maribor, Slovenia, per discutere quale sarà la
configurazione futura della politica di coesione dopo il 2013.

L’evento, organizzato dalla Presidenza slovena dell’Unione europea, offre l’opportunità per discutere la portata e l’impatto di tale politica e prepara il terreno per l’imminente
discussione del bilancio UE. Il Commissario presenterà i risultati iniziali dell’analisi di quanto è emerso nel corso delle consultazioni pubbliche sul futuro della politica di
coesione.
Tra i partecipanti dell’evento di Maribor vi sono rappresentanti di tutti gli Stati membri, delle istituzioni europee (Commissione europea, Parlamento europeo, Comitato delle Regioni, Comitato
economico e sociale europeo, Corte dei conti europea) ed altri attori della politica di coesione (ONG, esperti, associazioni regionali , Banca europea per gli Investimenti, Organizzazione per
la Cooperazione e lo sviluppo economici, Confederazione europea dei sindacati, BusinessEurope).

Esprimendosi alla vigilia dell’incontro il Commissario Hübner ha affermato: «La politica di coesione deve continuare a evolversi in una politica atta a realizzare l’agenda
dell’Unione europea in materia di crescita e occupazione, una politica che promuova lo sviluppo endogeno delle nostre regioni. Questo è il motivo per cui la riforma del 2007-2013 ha
maggiormente orientato la politica di coesione su investimenti che assicurino le più alte ricadute in termini di promozione della competitività delle regioni europee.»

Nelle osservazioni preparate per il dibattito odierno il commissario ha aggiunto: «Le sfide che attendono le regioni europee richiedono una politica che affronti i fattori strutturali
della competitività, la sostenibilità ambientale e sociale e che promuovano la ristrutturazione delle economie regionali facendo leva sulle loro potenzialità specifiche in
termini di risorse fisiche, istituzionali e umane. Ciò richiede anche il rafforzamento delle azioni di cooperazione condotte in tutta l’Unione al fine di affrontare i problemi legati
alla globalizzazione, al cambiamento climatico, alla sicurezza energetica alla demografia e all’inclusione sociale. Il dibattito sul futuro della politica di coesione va visto in tale
contesto.»

La consultazione pubblica: primi risultati
Lo scorso settembre, sul sito web della Commissione europea, è stata avviata una consultazione pubblica sul futuro della politica di coesione. Sono pervenute più di 100 risposte
dagli Stati membri, da regioni, città, istituzioni dell’UE, parti socioeconomiche, organizzazioni della società civile, studiosi e cittadini, che sono stati invitati a rispondere
a un certo numero di quesiti pubblicati nella Quarta relazione sulla coesione (2007).

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