La noia uccide
10 Febbraio 2010
La noia uccide, letteralmente. Un’esistenza poco gratificante, un lavoro frustante o una vita sociale poco appagante sono in grado di erodere la salute, raddoppiando la probabilità di
morte per ictus o attacchi cardiaci.
Lo sostiene una ricerca dell’University College di Londra diretta dai dottori Martin Shipley e Annie Britton e pubblicata sul “International Journal of Epidemiology”.
Gli studiosi hanno preso in esame 7254 soggetti: uomini e donne, dipendenti pubblici o privati, inglesi, età compresa tra i 35 ed i 55 anni. A loro è stato chiesto quanto la vita
li annoiasse.
Dopo 25 anni dall’inizio dell’osservazione, gli scienziati hanno preso in esame i casi di decesso, avvenuti nel campione a causa di motivi cardiaci. Essi hanno così scoperto come i
“molto annoiati” andavano incontro a una percentuale di decessi del 40% più elevata rispetto a chi si riteneva meno annoiato dalla vita. Tale categoria, fa notare il team dell’University
College, era in maggioranza composta da donne o ragazzi giovani che svolgevano mestieri particolarmente umili e poco remunerativi.
Il dottor Shipley, psicologo, fa notare come gli annoiati diventassero preda più facilmente di problemi come alcol e fumo, e consiglia: “È molto importante che coloro che svolgono
un lavoro tedioso coltivino interessi al di fuori del mestiere in modo da tenere lontana la loro noia”.
Allora, meglio cercarsi un hobby o un passatempo interessante.
NOTE FINALI, per approfondire:
Annie Britton, Martin J. Shipley,“Bored to death?”, International Journal of Epidemiology, Feb.2010, doi:10.1093/ije/dyp404
Matteo Clerici




