La maniera del ricordo in un documentario con Sergio Zavoli

“Un soldato russo con una tavoletta in legno, tagliava un salame e lo distribuiva a noi, bambine nel campo di Auschwitz” è questo il ricordo che Andra Bucci conserva di quel 27 gennaio
1945 – quando le truppe sovietiche entrarono nel campo dove lei e la sorella Tatiana, entrambe bambine, avevano vissuto il dramma della deportazione.

E questo ricordo, insieme a molti altri, è affidato a un colloquio con Sergio Zavoli voluto dalla Regione Toscana e tradotto, per la regia di Giovanni Santi, in un film documentario che
questa mattina è stato presentato nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a un pubblico particolare e molto attento: centinaia di studenti di tante scuole superiori toscane. Gli
organizzatori – gli assessorati alla Cultura e all’Istruzione della Regione Toscana – ne aspettavano trecento, ma ne sono arrivati quasi il doppio, da circa 40 scuole nelle diverse province
toscane.
Molti fra loro avevano partecipato, a cavallo fra gennaio e febbraio scorsi, all’edizione 2007 del “Treno della Memoria” raggiungendo proprio il campo di sterminio vicino a Cracovia e
visitandolo insieme alle sorelle Bucci e a un altro ex deportato toscano, Marcello Martini, un pratese tradotto a Mauthausen all’età di 14 anni.

Tutti i ragazzi, che hanno assistito all’incontro e partecipato al dibattito, sono rientrati nelle loro scuole con due dvd: il colloquio di Zavoli con le due sorelle (“Bambine a Auschwitz”) e
il cortometraggio (“Sul filo del ricordo”) realizzato da MTV, emittente dal target giovanile che seguì il viaggio realizzando uno specifico “diario di bordo”.

90 minuti, in tutto, di immagini e parole, musiche e suggestioni che bene rappresentano il significato che la Regione Toscana – apripista in questo settore – attribuisce a questo tipo di
iniziative: facilitare il ricordo, consentire il passaggio di testimonianza fra la generazione di chi certe cose le ha viste di persona e i giovanili oggi. “Investiamo nel futuro ed è
l’investimento più importante che possiamo fare” – ha detto l’assessore all’Istruzione, Gianfranco Simoncini, anche lui presente al viaggio in treno di gennaio, ricordando di avere
personalmente assistito a un significativo cambio nelle facce di questi ragazzi: dalla gioia dello stare insieme alla consapevolezza e alla emozione davanti a ciò che, ad Auschwitz
andavano vedendo”. E il collega alla Cultura, Paolo Cocchi, ha confessato di “continuare a trovare, in Toscana, genitori che ringraziano la Regione per aver organizzato un viaggio così
significativo per i loro figli al punto che sono stati i figli a riportarne gli echi in famiglia”.

Assente perché impegnato in Senato nelle votazioni della Finanziaria e mai inquadrato nel video, Sergio Zavoli è protagonista in quel video (“Un valore aggiunto” era il commento
fra gli organizzatori) con le sue domande alle sorelle Bucci sui ricordi, gli odori, i rumori, le violenze in un luogo così crudele vissuto quando avevano 4 e 6 anni.

Domande sui sensi di colpa e sugli incubi (“Li ho ancora, e frequenti. Di notte ritorno in quel passato e urlo. Mi dicono che urlo con la voce di una bambina”, racconta nel video una delle due
sorelle). Domande sulla liberazione e sul lento ritorno alla vita normale, in famiglia. “Non so se la vostra storia è da incorniciare – conclude Zavoli – Ci vorrebbe un quadro troppo
grande. Ma è certo una storia da raccontare”.
E mentre scorrono le immagini dell’edificio che ospitava gli “esperimenti” di Mengele, l’altro ex deportato, Marcello Martini, affida ai ragazzi il forte invito a essere curiosi. “La conoscenza
viene dai perché. Se uno non è curioso, allora non capisce”.

Mauro Banchini

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