La duttilità della lana di pecora bergamasca alla “Festa della tosatura”
17 Settembre 2008
La lana bergamasca sarà presente, domenica 21 settembre 2008, alla “Festa della tosatura” – seconda edizione, che si svolgerà a Bielmonte in provincia di
Biella. Il mondo della pastorizia e, tema molto caro all’Agenzia Lane d’Italia, i possibili nuovi sviluppi del mondo della lana autoctona sono i temi alla base di questa
manifestazione.
“Alla manifestazione – dichiara l’assessore provinciale all’Agricoltura, Caccia e Pesca Luigi Pisoni – sarà presente anche una rappresentativa
bergamasca, la Manifattura Ariete di Gandino, che da oltre 40 anni è impegnata nella selezione, classificazione e lavorazione delle migliori lane italiane e internazionali, con
particolare attenzione alla tradizione bergamasca”.
L’arrivo del grande gregge e la tradizionale tosa autunnale apriranno l’evento. Durante tutta la manifestazione saranno aperti numerosi stand, all’interno dei quali
sarà possibile osservare le diverse lavorazioni delle lane autoctone e l’artigianato laniero nella sua globalità. Punti ristoro slow food e specialità
gastronomiche saranno a disposizione dei visitatori per tutta la durata della manifestazione.
“Eventi come questo – spiega l’assessore Luigi Pisoni – risultano fondamentali per il rilancio e la maggior visibilità di un comparto, quello ovino, che,
se pur attraversato da un momento di stasi, esprime attraverso la duttilità delle sue produzioni un settore con grandi potenzialità”.
Sempre in riferimento alle lane autoctone, attraverso l’ausilio di laboratori di lavorazione e altri utilizzi artigianali, saranno proposte le diverse applicazioni della lana di
pecora nei settori del tessile, dell’arredamento e, non per ultimo nel comparto dell’edilizia.
“In questi ultimi anni – commenta l’assessore Pisoni – attraverso la ricerca e la sperimentazione, si è cercato di promuovere e valorizzare il comparto
ovino non solo dal punta di vista delle produzioni di carne e latte, ma anche attraverso lo sviluppo di utilizzi diversi delle lane autoctone da quelli tradizionali, che potessero in
qualche modo dare una valida integrazione economica ai nostri produttori. L’utilizzo della lana di pecora per la coibentazione dei tetti è un esempio di come un prodotto
degli allevamenti ovini possa essere utilizzato per finalità esterne al settore prettamente agroalimentare e possa dare una chance in più per incrementare la
redditività aziendale”.
La lana, vale la pena ricordarlo, è stata utilizzata fin dall’antichità per proteggere sia dal freddo che dal caldo, e i pannelli in lana vergine sono realizzati per
sfruttare al meglio queste caratteristiche, nell’ambito delle coperture per tetti, venendo incontro alle esigenze di quei progettisti specializzati nella Bio-Edilizia, e non solo,
che vogliono dare un valore aggiunto alle loro realizzazioni.
Riuscire ad utilizzare questa fibra in più realtà, significa ridare linfa ad un settore che, nella maggior parte dei casi, ha per i pastori dei margini di vantaggio
economico inesistenti. La valorizzazione e promozione delle lane autoctone non è soltanto un lancio di nuovi utilizzi e strategie commerciali ma anche un progetto, più
profondo, con finalità ambientali, di difesa dell’economia montana e delle aree rurali svantaggiate, ricche di patrimoni culturali e paesaggistici.
“Non bisogna dimenticare – sottolinea Pisoni – che la figura del pastore è, in alcune realtà, l’unica presenza a difesa del paesaggio agricolo di
montagna. Incentivare un utilizzo diversificato delle lane autoctone su più mercati, vuol dire garantire la permanenza di quest’attività in contesti rurali
svantaggiati a favore della salvaguardia ambientale e del presidio del territorio”.
Per ulteriori informazioni: http://www.oasizegna.com





