La continuità territoriale tra la Sardegna e otto scali nella penisola

By Redazione

Cagliari – Nonostante le critiche più assurde e ingiustificate sul cosiddetto modello sardo, la continuità territoriale aerea collega la Sardegna con 8 aeroporti della
penisola: Roma-Fiumicino, Milano-Linate, Bologna, Torino, Firenze, Verona, Napoli e Palermo.

La Regione avrebbe voluto collegare la Sardegna anche con altre città, ma l’Unione Europea non lo ha consentito. Sino a due anni fa le città della penisola collegate con gli
aeroporti sardi erano soltanto due, Roma e Milano. Non solo: alle rotte che collegano gli aeroporti sardi con Roma, Milano, Torino, Verona, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo si aggiunge la
liberalizzazione degli scali di Milano-Malpensa, Bergamo-Orio al Serio e Roma-Ciampino, che consentono l’ampliamento dell’offerta per chi vuole raggiungere la Sardegna.

Basterà che il nuovo Governo confermi il finanziamento che nel 2004 il governo Berlusconi aveva cancellato e solo dopo la nostra protesta aveva ripristinato, mettendoci in condizioni di
avviare una continuità territoriale aerea che ha garantito in questi ultimi anni una crescita del numero delle città collegate e, come si vede dai dati diffusi questo pomeriggio,
una crescita significativa del numero dei passeggeri.
Questo modello di continuità territoriale aerea garantisce non solo prezzi bassi per i residenti – 57 euro più le tasse – ma un costo del biglietto per i non residenti
notevolmente più basso rispetto agli altri collegamenti fra aeroporti italiani: il biglietto del volo Verona-Cagliari costa, a un non residente in Sardegna, 98 euro più le tasse,
mentre il costo di un biglietto Verona-Palermo è di 300 euro.

In materia di continuità territoriale merci attraverso le linee marittime, la Regione chiederà anche al nuovo governo Berlusconi che sia rispettata la scadenza naturale del 31
dicembre 2008 della concessione alla Tirrenia, che non venga rinnovato un monopolio non più accettabile di una società che usa navi non più adeguate, che vanno a 14 nodi
anziché a 28, con i servizi a bordo a volte addirittura inqualificabili.
La Regione chiede per la continuità territoriale marittima la possibilità di avviare lo stesso tipo di bando internazionale di gara come per la continuità aerea,
finalizzato all’imposizione degli obblighi di servizio pubblico, come previsto dal regolamento comunitario. Gli obblighi di servizio pubblico serviranno a individuare i porti che devono essere
collegati, la regolarità, la continuità, la frequenza, la capacità di fornitura del servizio, le tariffe richieste, la tipologia e l’equipaggio delle navi da
impiegare.
Questa battaglia è vicina a una conclusione positiva anche grazie all’iniziativa verso la Commissione dell’Unione Europea. La Finanziaria regionale ha addirittura previsto nuove risorse
per sostenere una nuova compagnia a partecipazione regionale sul modello di quel che avviene in Corsica.

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