La Cassazione sancisce il diritto dovere del Codacons di denunciare le scorrettezze e gli abusi

 

La Corte di Cassazione, annullando una condanna ai danni del Codacons ottenuta da un pilota dell’Alitalia (Giuseppe Fancello), che lamentava di essere stato diffamato
perché accusato di aver fatto imbarcare sul volo Miami-Roma tutta la propria famiglia lasciando a terra i passeggeri paganti, ha affermato l’importantissimo principio
secondo cui il Codacons ha il diritto e il dovere di denunciare episodi di scorrettezza e abuso come quello di cui fu protagonista il pilota.

Si disinnesca così lo strumento delle azioni civili per danni che grandi compagnie di navigazione o enti nazionali elettrici hanno usato in passato per dissuadere
l’associazione dal denunciare coraggiosamente abusi e illegalità dei potenti e degli erogatori di servizi pubblici.

La sentenza (Pres. Dott. Luigi Francesco Di Nanni, Rel. Dott. Antonio Segreto) così motiva: “…il Codacons ha un diritto di informazione, garantito dall’art. 21
Cost, in ogni caso in cui appare evidente l’utilità sociale della conoscenza dei fatti e delle opinioni, trasmessi con comunicati, perché diretti a contribuire alla
formazione della pubblica opinione in materia di interesse generale, correlata alle finalità istituzionali del Codacons …”

Ora, mentre il pilota Fancello dovrà restituire al Codacons i 70.000 euro pignorati con gli interessi, anche il Giudice che in sede di esecuzione aveva dato ragione al pilota
dall’imbarco “facile” (infatti, anziché far alloggiare i parenti sugli strapuntini li aveva accomodati in comode poltrone cambiando loro di posto solo dopo le
proteste dei passeggeri!!) rischia di andarsene a casa. Tale giudice, infatti, aveva deciso su una opposizione del Codacons che lamentava un eccesso di pignoramenti da parte del
Fancello e dei suoi legali contro la stessa associazione. I suoi avvocati, per far intascare al pilota quanto dovuto per la presunta diffamazione, avevano attivato una serie
interminabile di procedure esecutive contro l’associazione, tutte per lo stesso credito. Ciò, nonostante la Cassazione abbia affermato che anche abusare dei diritti nelle
pratiche di recupero forzoso dei crediti è illegittimo.

Il Giudice del Tribunale di Roma designato della pratica, Francesca Girone, respingeva l’opposizione del Codacons senza dire una sola parola sulle eccezioni formulate e per questo
l’associazione esponeva il suo comportamento lesivo dei diritti alla motivazione al CSM.

Questo organismo, trattandosi di Giudice onorario, lo mandava davanti al Presidente del Tribunale che ora dovrà decidere se rimandarlo a casa o fargli proseguire la sua
attività di Giudice con il compito di verificare se costei… ”abbia ancora il requisito di indipendenza e terzietà richiesto per l’esercizio delle funzioni
giurisdizionali”.

 

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