Istruzione: ecco su quali risorse potranno contare in Toscana Province e circondari

Toscana – Tutti i territori toscani potranno contare sulle risorse messe a disposizione dal Fondo sociale europeo, il programma operativo elaborato dalla Regione ha tenuto conto, grazie
a un intenso lavoro di concertazione con enti locali e parti sociali, delle esigenze e delle caratteristiche dei vari territori e su questa base ha deciso la ripartizione dei finanziamenti che,
da qui al 2013 saranno utilizzati nelle diverse realtà per l’occupazione, l’innovazione, la formazione, le pari opportunità, la mobilità e l’inclusione sociale.

In sette anni ad Arezzo arriveranno circa 43 milioni di euro, a Firenze 87 milioni, al Circondario Empolese Val d’Elsa 16 milioni, a Grosseto 30 milioni, a Livorno 38 milioni, al Circondario
Val di Cornia 6 milioni, a Lucca 43 milioni, a Massa Carrara 31 milioni, a Pisa 46 milioni, a Pistoia 40 milioni, a Prato 36 milioni, a Siena 30 milioni (vedi nella tabella le cifre in
dettaglio). Per ciascuna Provincia i fondi sono stati distribuiti nei sei assi in cui si articola il programma.

In particolare, sono state destinate a Province e Circondari il 90% delle risorse destinate a interventi per l’occupazione, l’80% di quelle destinate all’inclusione sociale, il25% di quelle sul
capitale umano e il 40% di quelle riservate all’assistenza tecnica. ASd essere gestite interamente dalla Regione sono solo i fondi per la mobilità internazionale di studenti, apprendisti
e lavoratori che come si è detto ammonta al 4% del totale (poco meno di 27 milioni di euro).

«La Regione Toscana – spiega l’assessore all’istruzione, formazione, lavoro Gianfranco Simoncini – ha, nel corso degli anni, posto un crescente accento sul ruolo del Fse, per realizzare
gli interventi tesi a migliorare la competitività dei territori, facendo leva, soprattutto, sulla qualificazione delle risorse umane. Ci siamo impegnati con forza perché, anche
per questo periodo di programmazione, la dotazione di risorse rimanesse sostanzialmente inalterata e ci impegneremo al massimo per far sì che i territori si eprimano al massimo per
sfruttare nel modo migliore l’opportunità loro offerta».

Per facilitare il compito degli enti che dovranno presentare i progetti sui quali richiedere il finanziamento, la Regione ha deciso di preparare un Piano attuativo di dettaglio, una sorta di
vademecum da consultare quando si intende beneficiare dei fondi.

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