Ipotesi di ulteriore aumento della tassazione in Abruzzo

La Cia Abruzzo esprime preoccupazione e contrarietà rispetto alla paventata ipotesi di ulteriore aumento della tassazione regionale, Irpef e Irap, per la copertura del deficit,
extra-piano di risanamento, della sanità abruzzese.

Nella nostra Regione, osserva Domenico Falcone, presidente della Cia Abruzzo, i costi della sanità hanno, da sempre, assorbito intorno all’80 per cento dei bilanci regionali ed hanno
avuto, nel corso degli anni, assoluta priorità seguiti da quelli necessari per il funzionamento della macchina amministrativa con il risultato che ai settori produttivi sono state
destinate poche, residue, briciole.

Nonostante ciò il sistema sanitario ha prodotto debiti colossali. Il piano di risanamento del buco sanitario ha comportato e comporta sacrifici per i cittadini e le imprese abruzzesi
chiamati a farsi carico di una situazione da riportare sotto controllo con la prospettiva, data per certa dal Governo regionale, di un’inversione di tendenza e disponibilità,
nell’immediato futuro, di risorse per lo sviluppo. A questo sacrificio l’agricoltura abruzzese ha contribuito con l’aumento delle tasse (IRAP) e con una drastica riduzione, nel 2008, delle
risorse del bilancio regionale decurtate, rispetto al 2007, del 22 per cento.

Risorse che, per effetto di costanti e continue riduzioni, sono scese, dal 2002 al 2008, del 62 per cento. Da ciò l’insopportabilità per il settore agricolo di un ulteriore
inasprimento fiscale.

Ad avviso della Cia Abruzzo non è più rinviabile l’avvio di una nuova fase basata sull’eliminazione degli sprechi e dei costi eccessivi ed ingiustificati, la fine di privilegi e
la razionalizzazione delle risorse con una particolare attenzione alle politiche per lo sviluppo. Tutto ciò, pena l’ulteriore stasi o l’arretratezza del sistema Abruzzo, dovrà
diventare patrimonio consapevole della collettività regionale ed avere nelle Istituzioni, a partire dal governo regionale, un punto fermo di stimolo e riferimento.

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