Intervista di ASSOEDILIZIA INFORMA al prof. Antonino Giannone sulla intelligenza Artificiale – AI

Intervista di ASSOEDILIZIA INFORMA al prof. Antonino Giannone sulla intelligenza Artificiale – AI

By Giuseppe

Intervista al prof. Antonino Giannone sulla Intelligenza Artificiale e il futuro dell’uomo

Incontro con Antonino Giannone, fondatore di Umanesimo ed Etica per la Società Digitale

Umanesimo digitale, la via per mettere l’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Milano, 1 aprile 2024

 

A cura di Assoedilizia Informa

 

Intervista di ASSOEDILIZIA INFORMA al prof. Antonino Giannone sulla A.I:

Data: 1 aprile 2024  

Umanesimo digitale, la via per mettere l’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Incontro con Antonino Giannone, fondatore di Umanesimo ed Etica per la Società Digitale.

 

di Saverio Fossati

Antonino Giannone,  sino al 2017, è stato professore a contratto del Politecnico di Torino di Etica Professionale, Relazioni Industriali e Strategie Aziendali nel Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria della Produzione Industriale e dell’Innovazione tecnologica. Continua l’insegnamento di Leadership and Ethics, come Fellow presso ICELAB dello stesso Politecnico, e presso Link Campus University di Roma nel Corso di Laurea Magistrale in Business Management.

Prof. Antonino Giannone

Socio onorario dell’Accademia di Storia del’Arte Sanitaria. nella sua vita, è stato amministratore delegato di società pubbliche e private, Docente di Strategie Aziendali e di Etica al Politecnico di Torino, autore di “Umanesimo digitale” (Edizioni Giuseppe Laterza). Ma soprattutto è, con altri studiosi e intellettuali, uno dei punti di riferimento per chi non si limita a pensare che l’Intelligenza artificiale (AI come acronimo di Artificial Intelligence), una disciplina nata di fatto nel 1956, ma giunta negli ultimi anni a presentare le prime concrete applicazioni, sia una semplice evoluzione dell’informatica che ci renderà automaticamente la vita più comoda.

Intanto il Parlamento Ue ha appena approvato, il 13 marzo 2024, l’AI Act che ha formulato le prime linee guida dal 2021, che mette, oggi,  i primi paletti importanti all’uso indiscriminato dell’Intelligenza Artificiale. Come si legge sul sito del Parlamento europeo, Le nuove norme mettono fuori legge alcune applicazioni di IA che minacciano i diritti dei cittadini. Tra queste, i sistemi di categorizzazione biometrica basati su caratteristiche sensibili e l’estrapolazione indiscriminata di immagini facciali da internet o dalle registrazioni dei sistemi di telecamere a circuito chiuso per creare banche dati di riconoscimento facciale. Saranno vietati anche i sistemi di riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e nelle scuole, i sistemi di credito sociale, le pratiche di polizia predittiva (se basate esclusivamente sulla profilazione o sulla valutazione delle caratteristiche di una persona) e i sistemi che manipolano il comportamento umano o sfruttano le vulnerabilità delle persone.

Antonino Giannone, partendo dalla necessità di una riflessione etica su ciò che i tecnocrati stanno costruendo, ha fondato (e presiede) l’associazione Umanesimo ed Etica per la Società Digitale (www.umanesimodigitale.eu) e ha trovato il tempo per un’intervista presso la sede di Assoedilizia a Milano per approfondire questi temi.

 

Professor Giannone, rispetto all’AI il Suo è un approccio laico o da uomo di fede?

L’ispirazione che mi fa essere un cattolico è un fatto operante nella mia vita. Ma l’insegnamento, per oltre quindici anni, al Politecnico di Torino è sempre stato laico. Se dobbiamo pensare al nuovo umanesimo, la parola nuovo non vuol dire trasformazione perché i valori umani sono ben incastonati e si possono rinnovare, ma come possono essere attualizzati o addirittura cambiati? Se parliamo di macchine che possono addirittura sostituire una persona, questo è un tema davvero importante per tutti noi. Con la forza delle nuove tecnologia, in particolare l’AI, la consapevolezza che siamo anche persone oltre che esseri umani non è così scontata.

 

Vede la necessità di regolamentazioni?

Se penso all’umanesimo integrale che per primi hanno spiegato i filosofi Maritain e Guitton, magari la società digitale riuscisse   a esprimersi con l’amalgama base, proprio di un umanesimo integrale: la Persona e la Dignità’. Per fortuna nella prima norma Ue sull’l’A è stato spiegato che la centralità della dignità e della persona vanno salvaguardati con lo sviluppo stesso dell’Intelligenza Artificiale. Ma come? Sarei felice se i grandi player, che certo hanno pensato a un ritorno di questi investimenti da trilioni di dollari, avessero anche pensato oltre agli effetti nel mondo, nella società, ai cambiamenti degli esseri umani, non solo per i comportamenti esteriori, ma per il loro modo di essere Persone, dotate oggi ancora di un pensiero critico.  Se si trattasse solo di un miglioramento come le altre tecnologie, certo l’AI non sarebbe un problema.

 

L’AI potrebbe quindi a sostituire l’uomo?

Negli anni Settanta scrissi, per il CISA (Centro Italiano di Studi Aziendali),  “L’ufficio senza carta”, destando molte ilarità; eravamo agli albori del computer, e da allora molte altre cose sono state prodotte per sostituire l’uomo nel lavoro, ma certamente il rapporto tra le persone è stato eroso. I nativi digitali stanno crescendo sempre più in un isolamento, pensando che con lo smartphone si comprenda l’intero mondo. In realtà assumono informazioni messe insieme, e non a caso, da qualcuno, Musk, Gates,  Zuckerberg e altri che hanno investito cifre enormi. La questione e’ che dobbiamo cercare di cogliere se queste nuove applicazioni con l’IA si pongono in relazione con la capacitò dell’uomo di mantenere la sua autonomia. Ad esempio, noi abbiamo imparato a usare Alexa, in pochi secondi sentiamo la musica desiderata e si realizza un rapporto vocale, cioè c’è sempre un input e un output. Ma il 30 maggio 2023 più di trecento scienziati hanno redatto in California un documento sui rischi dell’AI, paragonandoli  a quelli dell’energia atomica, perché si sono resi conto del punto critico in cui si sta andando. L’AI al momento non è una vera intelligenza, ma una capacità di esaminare in poco tempo una quantità di dati, la novità è che ora si va in archivi con miliardi di dati, prima non amministrabili. L’elaborazione di questi dati avviene in tempi molto stretti e a costi sostenibili. Ma  che tipo di output ottengo e che tipi di archivi gestisco? Se chiedo all’AI generativa “che tipo di orientamento ha sviluppato Leopardi tra i suoi contemporanei?” ecco che arriva subito una risposta articolata: un tema “intelligente”. Ma questa composizione va a sostituire completamente la possibilità che una persona scriva il suo pensiero con la sua capacità di elaborazione. Il modo in cui viene trasformato quell’archivio su quel tema chi lo definisce?

 

Il problema sembra quindi riconducibile alle scelte tecnologiche a monte.

Le faccio un esempio: la retta di regressione (rdr) funziona così: all’interno di due assi cartesiani abbiamo migliaia di punti e la rdr attraversa  la media delle infinite possibilità. Cioè, sinché sono io che elaborando i dati li sviluppo (questa è la praxeologia), peso ovvero ottimizzo con un’analisi costi benefici, le alternative e cerco di capire quale decisione migliore prendere. Se questo processo viene spazzato via e lo affido all’esercizio di una app di AI di cui non conosco l’algoritmo che la regge, questo di fatto mi sostituisce nella costruzione di una decisione. Il problema preoccupante e’ che la “machine learning” più si esercita e più impara: migliora i processi delle scelte in base al numero di volte in cui viene applicata e non sappiamo fin dove potrà arrivare!

 

Quindi quali sono i mondi in cui l’AI può essere applicata perché vi sia un miglioramento?

La Sanita’ con la Medicina e la Diagnostica, certamente. I Sistemi di Produzione industriale, il Marketing, la Finanza, i sistemi di Archiviazione, le Biblioteche e tanti altri settori. Ma se ci fermassimo a parlare di Difesa, a trattare  di armi? Quanto l’uomo la esercita e quanto l’esercita la macchina intelligente, con algoritmi che non sono stati da me determinati?  Il progettista vuole salvaguardare qualche valore etico  mentre progetta l’algoritmo, esercitando quindi l’algoretica? In un videogioco dove non c’è alcun vincolo di carattere etico posso sparare anche ai bambini, altrimenti no. La tematica grande è questa. Dobbiamo capire quali cose vanno salvaguardate nel nuovo umanesimo. Chi avrà il potere di progettare le app dell’ IA utilizzerà algoritmi con vincoli di carattere etico? O NO? Dobbiamo capire quale sforzo fare, senza dettare normative, tra culture e tradizioni diverse, e capire se si può salvare qualcosa che salvi le nostre origini di esseri umani e quelle degli altri.

 

Cos’è per Lei il nuovo umanesimo?

Finanza e tecnologie sono due elementi preponderanti nei processi decisionali, e non lo sono più da tempo le democrazie liberali. Perciò l’uomo deve riscoprire un nuovo umanesimo. La filosofia che va per la maggiore è intrisa di relativismo e nichilismo. Se noi pensiamo che con le tecnologie l’uomo ha aumentato enormemente il suo potere di sentirsi qualcuno, si arriva, ormai, a dire che “Dio è l’uomo” e ciò ci allontana dal fatto che esista un Dio Creatore. Questo sarebbe, in pratica, il transumanesimo, una società che non ammette Dio nella Storia (e per noi cristiani tanto meno non ammetterebbe l’esistenza di Gesù Cristo).  Eppure ci sono uomini nella Storia che restano come grandi Leader: Testimoni, come Gandhi, Mandela, Madre Teresa di Calcutta, e i Giovani, in particolare le ultime generazioni Zeta e Alpha ne hanno  bisogno, più che di avere docenti rappresentati del sapere che oggi possono acquisire via Internet consultando le Biblioteche delle più prestigiose Università del mondo.

 

E chi dovrebbe, nella vita reale, avere questo ruolo guida?

Chi insegna deve fare in modo di avere una relazione empatica con i propri allievi, a partire dalle maestre di asilo ed elementari, che accedono al loro lavoro senza grandi selezioni e che intervengono per prime nel dare metodi di apprendimento ai giovanissimi. Andrebbe anche riproposto un sistema di relazioni  tra genitori e figli. Chiediamoci, Chi guida la società o la politica o grandi aziende o gli eserciti ha queste qualità e possiede una Leadership consapevole tra le tante che sono state spiegate scientificamente? Virtù etiche come lealtà, coraggio, temperanza, prudenza, onestà, umiltà, non le abbiamo dalla nascita, perché le possiamo acquisire, ce le dovrebbero insegnare o qualcuno ci dovrebbe dare un esempio. Purtroppo cioè’ venuto meno da decenni con la crisi congiunte dei Pilastri della Società: Famiglia- Stato- Scuola- Chiesa! Dobbiamo abituare a recuperare i valori etici nella la società e nella Politica, con la P maiuscola, ma anche i top manager, non certo quelli che scrivono i codice etici dell’azienda, ma poi sfruttano i bambini per fabbricare palloni!. Anni fa ho sviluppato al  Politecnico di Torino “Top Experience”, dove un manager affermato in Italia e a livello internazionale, ex Alunno,  raccontava la sua esperienza ai giovani che gli chiedevano come fosse riuscito a raggiungere così alti livelli di Responsabilità. La risposta è nel legare la responsabilità all’Etica: in Famiglia, nella Comunità dove si vive, nella Società, nel Paese ci devono essere valori che siano obiettivi condivisi.

 

Scendiamo nel concreto.

Prendiamo l’edilizia: ci sono posti dove la sicurezza è in pericolo, e l’AI certamente sottrarrà molte persone a questi rischi con dei robot, però il problema è capire come il “titolare” si pone rispetto all’uso dell’AI. Gli interessa solo perché aumenta il suo profitto o va a cogliere l‘aspetto che quella app da lui usata può modificare la sua relazione con i dipendenti o tra i dipendenti? Un clima più sereno, un ambiente di lavoro più sicuro? Se tutto è fatto in funzione della produttività, quella comunità, con la sua capacità di esprimersi, la stiamo già’ perdendo!.  L’Università fatta in smart working non è certo come una lezione de visu. E i nativi digitali che non hanno nelle loro memoria questo rapporto umano rischiano di non avere affettività o emozioni nelle relazioni. Ecco il nuovo umanesimo: è all’interno delle famiglie, della società, delle aziende, degli Stati. La leadership è una caratteristica, una qualità personale molto importante e i leader che non deludono e lasciano traccia sono quelli che spendono la loro vita perché credono in quello che fanno, sanno motivare le persone verso obiettivi condivisi per realizzare un Mondo Migliore. Ma se deludono, le persone si allontanano.

 

Ci parli del suo ultimo libro.

Umanesimo digitale, di Antonino Giannone

 

Si tratta di Umanesimo digitale, edito da Giuseppe Laterza, un libro con 681 citazioni di 389 autori e autrici  che aiutano a capire, a recuperare una posizione personale su quello che è stata l’evoluzione del pensiero umano, dei valori umani. Ora ci sarà un salto in cui tutto questo verrà spazzato via? Le nuovissime generazioni vivono solo questo rapporto con le nuove tecnologie. Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino sino al gennaio 2024, ha detto che dobbiamo formare decine di migliaia d’ingegneri umanisti: ma se continueranno a esprimere una progettazione che non metta al centro la persona è evidente che la qualità della vita delle persone che si realizzeranno nelle costruzioni e sistemi dei loro progetti sarà povera di umanesimo: costruzioni di edifici allineati senza vita sociale, commerciale tempo libero negli spazi intermedi. Le periferie delle nostre città metropolitane sono un esempio triste dove hanno vissuto per molti decenni le generazioni che vanno concludendo il loro viaggio per età anagrafica! Quindi serviranno con urgenza “ingegneri umanisti” ma anche avvocati umanisti” , commercialisti umanisti”, professionisti umanisti. Per questo, dopo una visita ad Harvard negli anni 2014/15 ho portato al Politecnico di Torino l’idea di un centro Business and Ethic, dove si fanno ricerche specifiche e oggi un AI, Business and Ethics Center e non solo a Torino ma in tante altre Città!

 

Ci sarà un momento di riflessione comune, prima di fare politica, per un manifesto di valori? E gli algoritmi che il progettista usa nell’etica, hanno un rispetto di alcuni valori?

Negli Usa la Roundtable Association ha sottoscritto per la prima volta un documento dove si afferma che il profitto non è solo denaro. Dopo l’abolizione nel 1997 da parte di Bill Clinton, Presidente USA  della Legge Steagall Glass Act che impediva alla banche di agire in modo commerciale sono scoppiate le bolle speculative con l’emissione di moneta e titoli virtuali! Gli obiettivi della società li realizza la Politica che, con il suo mandato, utilizzava l’economia e la finanza in funzione degli obiettivi da realizzare,   con l’etica che teneva il bilanciamento tra i due elementi.

Ora, dal 1997, però è la finanza che predomina, la Politica obbedisce e l’etica è sparita. Così la Rothschild  in Francia fa diventare presidente un suo funzionario e altrove accade di peggio! Di fatto la democrazia liberale sta in seria difficoltà di sopravvivenza! Ma l’uomo si renderà conto che si è ristretto il suo spazio e che la ricerca della felicità diventa sempre più difficile, con la capacità di saper vivere con sé stessi e con gli altri, mettendo a fattor comune alcuni valori che fanno sentire gli uomini capaci di esprimere i propri sentimenti. Ho fiducia che ci sarà un riscatto generazionale di fronte al perdurare di disillusioni di intere generazioni Esec i sarà il Coraggio di Testimoni nell’insegnare i Valori umani e mi auguro anche i Valori Cristiani.    Nell’Associazione Umanesimo ed Etica per la Società Digitale si incontrano persone in 23 Aree Tematiche che sanno che tra finanza, democrazie sempre più debole ed etica si gioca il destino dell’uomo.

 

Che previsioni si sente di fare?

La società digitale si realizzerà pienamente entro vent’anni nel cosiddetto Cambiamento d’Epoca! E questo porterà a un riposizionamento di quanto ci siamo detti: rimanendo in una visione laica della società, il rischio dell’AI è che dia più potere all’uomo per governare, ma dobbiamo capire se la questione del valore umano sarà ancora predominante o sarà superata dalla “macchina intelligente” che andrà in luoghi dove l’uomo non può andare, ad es. come Marte. Per questo è determinante aiutare i Giovani  a ragionare con il loro “pensiero critico”. Nelle persone ci sono sentimenti ed emozioni che si vanno sempre più perdendo. Ma, Io  mi auguro che migliaia di Testimoni di Vita in migliaia di happy hour possano tenere ai giovani dei Top Experiences, dei TED, come comunemente si dice, per farli attrarre ai Valori Umani della Vita per vivere con sentimenti ed emozioni e non solo in un mondo virtuale, per fare rinascere in tutti loro il desiderio di un nuovo Umanesimo digitale,  inclusivo con la Persona e la sua Dignità al Centro.

Buon lungo Cammino in un Mondo Migliore per Tutti.

 

 

Saverio Fossati

 

Foto d’archivio

  • Antonino Giannone qui con Renato Brunetta, Achille Colombo Clerici, Ubaldo Livolsi

 

ASSOEDILIZIA informa

 


Redazione Newsfood.com
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