Insider Wine Trading

 

Jack Felt* qual è il vino della crisi, vista dal tuo osservatorio di New York?

– Risposta quasi scontata: il Brunello di Montalcino al Merlot. Nessuno come lui ha saputo creare una bolla speculativa, un andamento così distante dall’«economia
reale» (in tal caso si può dire «territorio e tradizione»), dall’interesse dei poveri cristi, tale da favorire solo i furbetti. Negli States ora si finge di
crocifiggerlo solo per lavare la cattiva coscienza di quanti l’hanno preferito così da anni. L’intervento della Federal Reserve e dello stato è quello di comprare tutte le
bottiglie contraffatte già giunte in USA, salvando gli importatori e facendola pagare ai contribuenti. God save banks and enterprises.

Secondo te, Fuld (ndr: ex boss Lehman Brothers) con quale vino ha brindato dopo l’audizione al Senato…?

– Con acqua minerale dopo la sbronza del fallimento. In effetti è stata una manovra per indurre a compassione la Casa Bianca e la FED. Fingeva di non aver soldi per uno
champagne.

Che vino si beve alle riunioni del Council of Foreign Relations?

– Non lo so. Posso dire cosa bevono alla Trilater Commission: fermentato di palma per fingere un interessamento nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. Poi Cabernet della Napa
Valley per brindare al Nuovo Ordine Mondiale.
Durante i pranzi informali necessariamente Mondavi, Opus One, in omaggio alla grandeur statunitense.

* Jack Felt è lo pseudonimo di un’esponente della business community italiana che vive tra Milano, New York e Londra.

A cura di Gianni «Morgan» Usai

 

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