Incentivi per l'attuazione di interventi di tutela e ripristino degli habitat naturali nell'alessandrino

Alessandria – La Giunta provinciale, su proposta del presidente Paolo Filippi, nell’ambito delle sue deleghe alla Caccia e alla Pesca, ha approvato i criteri per la corresponsione
degli incentivi per l’attuazione di interventi di tutela e ripristino degli habitat naturali, volti alla salvaguardia e all’incremento della fauna selvatica prioritariamente all’interno delle
zone a divieto assoluto di caccia, come oasi di protezione, zone di ripopolamento e cattura, centri pubblici di riproduzione della fauna selvatica, zone di addestramento, allenamento e gare dei
cani da caccia di tipo A e B.

Gli art. 14 della legge n. 157/92 e 10 della Legge Regionale n. 70 del 4/09/1996 prevedono la programmazione di interventi tesi a migliorare l’habitat, con particolare riguardo al ripristino di
terreni marginali, esecuzione di sfalci ritardati, semine a perdere di opportune miscele, allestimento di zone umide con acqua sorgiva o piovana e creazione di siepi a valenza faunistica. Dal
momento che sul territorio della provincia di Alessandria sono istituite e funzionanti 60 Zone di Ripopolamento e Cattura, ai gestori vengono proposti, annualmente, i suddetti interventi, al
fine di incrementare la riproduzione delle popolazioni faunistiche, con particolare riferimento a lepri, starne, fagiani e pernici rosse, e di fornire alla fauna selvatica ulteriori occasioni
di rifugio e maggiori opportunità di alimentazione in condizioni naturali nel corso dell’intero anno.

«Esistono diverse realtà che non necessitano di particolari interventi per l’ecotono elevato del territorio che permette, obbligatoriamente, una differenziazione nelle colture –
spiega il presidente Filippi – mentre in altre aree un intervento mirato può favorire un recupero di presenza di selvatici nell’interesse faunistico e gestionale».
La Provincia prevede annualmente all’interno del proprio bilancio un fondo da erogare, sotto forma di contributo, ai proprietari o conduttori agricoli che ne facciano richiesta. I gestori
dovranno presentare all’amministrazione provinciale le domande contenenti i nomi dei proprietari-conduttori dei fondi su apposito modulo distribuito dalla Provincia stessa, in cui si impegnano
a realizzare uno o più degli interventi previsti. I contributi saranno distribuiti, compatibilmente con il fondo a disposizione, secondo le seguenti modalità: 50 euro per
l’allestimento di alimentatori o abbeveratoi, 10 euro/m per l’allestimento di siepi, mille euro/ha per la messa coltura a perdere e 100 euro/ha per la messa a riposo di terreni con sfalcio
ritardato.

Le domande dovranno essere presentate entro il 30/10 di ogni anno per gli interventi da effettuarsi nell’anno successivo e saranno sottoposte alle valutazioni del Servizio Vigilanza e Tutela
Faunistica previo sopralluogo. Qualora il numero e l’entità delle domande determinasse il superamento dell’apposito fondo stanziato, si terrà conto dei seguenti criteri di
priorità: ubicazione geografico-territoriale dei terreni in differenti zone a divieto assoluto di caccia, allo scopo di favorire iniziative nel maggior numero possibile di istituti di
divieto; ubicazione centralizzata dei terreni nell’ambito della stessa zona di divieto, allo scopo di favorire l’aspetto tecnico legato all’incremento della fauna selvatica autoctona; eventuali
esigenze di stretto carattere tecnico individuate dal personale dipendente deputato ai sopralluoghi e dal Servizio Vigilanza e Tutela Faunistica.

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