In Toscana cinema, teatro e dibattiti per imparare a evitare l'usura

Firenze – Sensibilizzare ed educare all’uso consapevole del denaro, contro il sovraindebitamento e la possibilità di finire nelle mani degli usurai; questo lo scopo del
progetto»Vivere a rate – Famiglie a rischio di usura», lanciato dalla Regione Toscana con il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione, e curato dalla Compagnia Teatri
d’Imbarco in collaborazione con Mediateca Regionale Toscana e con la stessa Fondazione antiusura.

Inserito in un contesto regionale di teatro sociale, il progetto propone un pacchetto di iniziative presentate in 21 località toscane, dove la Fondazione antiusura è presente con
i suoi centri d’ascolto. Il prossimo venerdì 4 aprile sarà presentato a Pisa, a partire dalle ore 16, presso il Cinema Teatro Lux, alla presenza tra gli altri del vicepresidente
della Giunta regionale della Toscana.

Tre le proposte: uno spettacolo teatrale, un film, un dibattito. Il film, «Vite strozzate» di Ricky Tognazzi con Luca Zingaretti e Sabrina Ferilli apre una finestra sul mondo
sommerso dell’usura, visto dagli occhi delle vittime; il dibattito sul tema dei «Debiti familiari», con esperti di settore, vittime dell’usura, rappresentanti di istituti bancari,
operatori locali; lo spettacolo teatrale, «Un matrimonio quasi felice» di Nicola Zavagli con Beatrice Visibelli, Giovani Esposito e gli attori della compagnia Teatri d’Imbarco.

Una commedia in due atti che analizza gli effetti distruttivi all’interno di una famiglia quando si scopre la situazione debitoria del padre. Durante il dibattito sarà distribuito
gratuitamente il volume «Vita a credito», strumento d’informazione sulla cultura della legalità. Fra i risultati attesi da parte dei soggetti promotori, istituzionale e non,
fondamentale quello legato alla promozione di una sempre maggiore cultura della legalità fra i giovani. Ma si tratta anche di rendere sensibili le famiglie sul tema allarmante del
sovraindebitamento, perché sono sempre più numerose le persone e le famiglie, anche del ceto medio e anche in Toscana, che non riescono a far fronte ai debiti contratti.

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