Il pitbull o le crocchette? Uno spot McDonald’s indigna gli animalisti

Il pitbull o le crocchette? Uno spot McDonald’s indigna gli animalisti

Da sempre tra McDonald’s e gli amanti degli animali non corre buon sangue, con il colosso visto come causa (o primo attore) di maltrattamenti od azioni violente contro la materia prima
dei suoi prodotti.

Ora, una nuova pubblicità del fast food infiamma rapporto che non sono stati mai cordiali.

Obiettivo dell’azienda, difendere i suoi McBites (crocchette di pollo) dall’accusa di essere cibo poco sicuro poiché dannoso per la salute.

Così, tramite uno spot radiofonico, l’industria ha diffuso un elenco di cose più rischiose di “Provare un menu con il nuovo prodotto di McDonald’s”. Nella lista nera
entravano quattro azioni: chiamare la propria figlia Sue, dare la password di Facebook agli amici, tagliarsi i capelli per assomigliare a qualcuno e “Accarezzare un pit bull
selvatico”
.

Proprio affermazione ha indignato gli animalisti, con in prima fila i cinofili e gli amanti della razza canina.

Tutti ritengono la pubblicità particolarmente offensiva, poiché mirata contro cani che si devono difendere quotidianamente dall’accusa di essere assassini nati e belve pericolose
per l’uomo. I contestatori più attivi hanno poi reagito fondando “Pitbull contro McDonald’s”, un gruppo Facebook di difesa che oggi conta 8000 sostenitori.

Ad oggi, due cose sembrano probabili: McDonald’s dovrà ritirare la pubblicità e, di conseguenza, avrà commesso il secondo grave scivolone comunicativo dopo la campagna via
Twitter.

ASCOLTA la pubblcità (sito youtube.it)

FONTE: “McDonald’s: Pit Bull-McBites Risk Comparison Not Meant To Be Offensive”, Huffigton Post, 6/02/012

Matteo Clerici


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