Il futuro della pataticoltura

Bologna – Il sistema pataticolo bolognese è stato al centro di un convegno che si è svolto ieri all’Auditorium di Budrio alla presenza del sindaco Carlo Castelli e di
tutti i Presidenti dei consorzi e cooperative che si occupano di tutela, promozione e commercializzazione di questo importante prodotto che vede la provincia di Bologna (con Budrio in testa) al
primo posto (pari al 58%) nella produzione regionale.

Coldiretti Bologna, nell’anno internazionale della patata proclamato dalla FAO, ha voluto fare il punto della situazione prefigurando un possibile scenario futuro alla luce dei dati del
comparto che sono stati presentati da Pietro Sandali capo area azione economica di Coldiretti nazionale.

L’Italia, pur consumando la metà (40 kg annui pro capite) rispetto ai Paesi dell’Europa nord occidentale (100 kg annui pro capite), è l’ottavo produttore europeo di patate, al
secondo posto per quantità e numero di aziende dopo il pomodoro.
Il sistema pataticolo bolognese ha rappresentato e rappresenta tutt’ora una realtà positiva e fortemente aggregata. Un comparto produttivo significativo che conta circa 750-800 aziende
agricole con 4.500 ettari coltivati, una produzione media annua di 1,7 milioni di quintali, una PLV che nel 2007 è valsa circa 33 milioni di euro rappresentando il 10% della PLV vegetale
e il 7% di quella totale. Dati importanti che caratterizzano la pataticoltura fra i settori qualificanti dell’agricoltura bolognese in grado di affrontare le sfide del mercato internazionale e
garantire ai produttori risultati economici soddisfacenti come è avvenuto negli ultimi anni.
A giudizio di Pietro Sandali «il settore della pataticoltura potrà vivere un ulteriore sviluppo se saprà sfruttare al massimo le possibili sinergie derivanti da un buon
rapporto agroindustriale anche in termini di innovazione di prodotto e di processo».

Concetto ribadito anche da Giancarlo Fontana direttore della Pizzoli S.p.A., azienda di Budrio leader nella trasformazione della patata (surgelata e non).
Presentando i propri dati industriali, ha evidenziato che la Pizzoli nell’ultimo anno pur aumentando le vendite del 24% non ha registrato pari risultati economici in quanto sono aumentate le
vendite del prodotto più economico e più soggetto alla concorrenza delle multinazionali.
L’obiettivo aziendale sarà quindi quello di una ancora maggiore differenziazione dei prodotti trasformati. Per questo è stata potenziata la loro società di ricerca e
sviluppo che opera in questa direzione in collaborazione con l’Università di Bologna orientandosi verso prodotti di tipo salutistico come richiesto dal mercato.
Sulla necessità di una maggiore concentrazione dell’offerta si è incentrato l’intervento di Claudio Brintazzoli direttore della cooperativa Cometa di Medicina che ha proposto la
creazione di un’unica struttura commerciale delle cooperative. «Questo non significa fusione, ma creazione di un ufficio commerciale finalizzato a far vendere tutto il prodotto conferito
dai soci. Una struttura che non costerebbe in termini di impegno economico, ma che richiede volontà».

«Non dobbiamo disperdere il patrimonio di qualità e innovatività che il sistema pataticolo bolognese ha creato in questi anni – ha sottolineato Gabriele Cristofori
presidente di Coldiretti Bologna – e che ha visto nascere e diffondersi la patata a marchio Selenella e la certificazione comunitaria per la patata Dop tipica di Bologna».

Concludendo, il segretario generale di Coldiretti, Franco Pasquali, nel sottolineare la grande «chance» della pataticoltura bolognese quale prodotto territoriale di eccellenza, ha
messo l’accento sull’importanza della comunicazione verso i consumatori. «Il mondo della distribuzione nei confronti del prodotto patata è stato poco incisivo: si dovrebbe parlare
di più di un alimento di qualità con un prezzo appetibile in grado di risolvere il problema della spesa durante la quarta settimana del mese (quello più critico per il
consumatore medio). Occorre valorizzare un prodotto legato al territorio, libero da Ogm e dalle grandi qualità nutrizionali.»

Leggi Anche
Scrivi un commento