Il colorante per il riso rosso fermentato deve essere autorizzato
30 Maggio 2008
I coloranti consentiti nell’aggiunta agli alimenti, secondo le regole Ce, sono 43 e in etichetta possono essere indicati con il loro nome o con il numero di riferimento dell’elenco autorizzato
che è composto dalla lettera E ed un numero che va da 100 a 180.
Naturalmente non tutti gli alimenti possono contenere coloranti e non tutti i coloranti possono essere impiegati a piacimento ed esistono apposite norme che ne disciplinano l’impiego.
Nei Paesi della Ue , comunque, vi è una tendenza ad usare i coloranti con maggior estensione che non da noi: nei salumi riconosciti DOP e IGP di nostra produzione e nei salami
tradizionali o tipici, per esempio, non sono ammessi coloranti, mentre in altri Paesi tale colorazione è consentita.
Ora è comparso sul mercato il riso rosso fermentato: si tratta di un cereale molto usato dalle popolazioni asiatiche che contiene le statine, che sono elementi utili per combattere il
colesterolo.
Per questo motivo, alcuni Paesi europei hanno iniziato a propagandare l’impiego dell’estratto di riso rosso fermentato con Monascus purpureus che contiene un colorante naturale vegetale, che,
aggiunto in salumi insaccati, conferisce una colorazione rossa stabile.
Non essendo compreso nell’elenco stilato in sede Ce, tuttavia, l’impiego di tale colorante deve essere escluso ed il Ministero della salute ha diramate istruzioni in tal senso, rilevando anche
che l’utilizzo non controllato della statina può produrre effetti collaterali.
Per questi motivi, l’impiego del riso rosso fermentato negli alimenti non è paragonabile e assimilabile all’uso delle sostanze aromatiche contenute nelle spezie che sono di comune uso
negli insaccati in dosi limitate, pertanto la sua eventuale presenza deve essere espressamente autorizzata.





