IET ottiene il semaforo verde

L’Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia (IET) entrerà in attività entro l’estate in seguito all’approvazione da parte del Parlamento europeo della posizione comune
del Consiglio sulla sua istituzione, si prevede che la prima delle ‘comunità della conoscenza e dell’innovazione’ (Knowledge and Innovation Communities – KIC) sarà pienamente
funzionante entro la fine del 2009.

Nella seconda lettura dell’11 marzo, il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza in favore della posizione comune, che delinea sia la struttura che i finanziamenti dell’IET. Accogliendo
con favore il voto, il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso ha sottolineato l’importanza dell’IET per la prosperità economica dell’Europa. ‘L’IET è destinato a
diventare un tratto distintivo fondamentale del panorama dell’innovazione in Europa. Esso agevolerà e migliorerà partenariati e cooperazioni tra il mondo degli affari, quello
della ricerca e quello dell’istruzione superiore in tutta l’Unione europea, aiutando così a proseguire l’azione di spinta su lavoro e crescita in Europa nel futuro,’ ha detto.

Anche i MEP hanno accolto con favore il voto. ‘L’accordo con il Consiglio rappresenta un successo per il Parlamento,’ ha detto Reino Paasilinna, che ha scritto in prima stesura la risposta del
Parlamento alla proposta del Consiglio. ‘Il compromesso mette in risalto il ruolo dell’innovazione. L’innovazione è il campo in cui dobbiamo veramente recuperare: troppo spesso i nostri
brillanti studenti e ricercatori non ottengono le gratificazioni del loro lavoro semplicemente perchè non c’è nessuno che li aiuti a trasformare i risultati della ricerca in
prodotti commerciali,’ ha aggiunto.

A nome del Gruppo del Partito Popolare Europeo e dei Democratici Europei (PPE-DE), la MEP slovena Romana Jordan Cizelj ha detto: ‘L’IET rappresenta l’eccellenza e il riconoscimento della
qualità europea. La sua struttura a rete, assieme alle comunità indipendenti della conoscenza e dell’innovazione, rappresentano un grosso successo. Durante i negoziati con il
Consiglio siamo riusciti a risolvere la complessa questione dell’organizzazione e del funzionamento dell’IET.

‘Il testo finale adottato ora offre una soluzione sotto forma di un programma strategico per l’innovazione che trova il giusto equilibrio tra la responsabilità della politica e
l’indipendenza della scienza, e offre anche responsabilità chiaramente indicate per la pianificazione strategica a lungo termine,’ ha spiegato la sig.ra Jordan Cizelj.

L’IET avrà una struttura a due livelli, nella quale un Comitato direttivo selezionerà istituzioni di istruzione superiore, organizzazioni di ricerca, aziende e altri parti
interessate per formare le KIC. Le KIC sono progettate per svolgere un ruolo unico nello Spazio europeo della ricerca (SER), combinando assieme tutti i lati del ‘triangolo della conoscenza’:
istruzione, ricerca e innovazione. Ci si augura che saranno in grado di convertire rapidamente i risultati della ricerca in nuove tecnologie pronte per il mercato.

Dopo la sua nomina, il Comitato direttivo verrà messo immediatamente al lavoro per selezionare le prime due o tre KIC. L’attenzione si concentrerà sulle aree in cui l’Unione
europea sta attualmente affrontando delle sfide, come i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili e la prossima generazione delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (TIC).

Ulteriori KIC verranno selezionate dopo l’adozione della prima ‘Agenda di innovazione strategica’ (AIS), un documento politico che delinea i campi prioritari dell’IET per le iniziative future.
Ci si aspetta che l’IET prepari un’AIS entro la metà del 2011 al più tardi, e poi ogni sette anni a partire da quella data. Una volta che l’agenda viene adottata dal Parlamento,
anche il Consiglio deve adottarla.

Ma prima deve essere nominato il Comitato direttivo. Circa 18 esperti dovrebbero essere insediati entro giugno in seguito alla creazione di un Identification Committee ad-hoc creato dalla
Commissione europea in gennaio.

Il Consiglio europeo deve inoltre decidere sull’ubicazione del Comitato direttivo. Diverse città si sono fatte avanti, tra queste Budapest (Ungheria), Strasburgo (Francia, Vienna
(Austria) e Breslavia (Polonia).

In termini di finanziamenti, si stima che l’istituto avrà bisogno di un bilancio generale di 2,4 Mld EUR per i primi sei anni, che deve provenire da una combinazione di fonti private e
pubbliche. Un totale di 308,7 Mio proverrà dal bilancio comunitario.

Per ulteriori informazioni visitare:
https://ec.europa.eu/eit/

Leggi Anche
Scrivi un commento