I talenti del Made in Italy: le analisi e le proposte dei giovani

L’immagine dei prodotti italiani all’estero è migliorata rispetto al passato per il 42% degli intervistati, peggiorata per il 19%: sono questi i risultati del sondaggio “Campioni del
Made in Italy”, realizzato dall’Istituto Piepoli tra i giovani imprenditori di Cna, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confindustria.

L’89% ritiene anche che l’inserimento del marchio “Made in Italy”, per i prodotti interamente realizzati in Italia, aiuterebbe notevolmente la produzione nazionale. Il 76% è convinto che
il consumatore sarebbe disposto a pagare di più perché considera il marchio sinonimo di garanzia della qualità del bene.

Oltre al sondaggio, una ricerca curata dalla Sda Bocconi analizza le radici del “Made in Italy” e l’insieme di valori che contraddistinguono i prodotti italiani nel mondo. Se il marchio “Made
in Italy” funziona, come si evince dalla ricerca, il modo in cui il prodotto italiano viene promosso e venduto sui mercati internazionali richiede, invece, un assetto nuovo delle istituzioni
italiane a supporto dell’export.

Apre i lavori Gianni Coriani, direttore Generale UniCredit Banca d’Impresa. Intervengono alla tavola rotonda – moderata da Alberto Orioli de Il Sole 24 Ore – Andrea Lulli, componente
Commissione Attività Produttive Commercio e Turismo Camera dei Deputati e Adolfo Urso, componente Commissione Attività produttive commercio e turismo Camera dei Deputati, per
discutere del futuro del Made in Italy con Matteo Colaninno presidente Giovani Imprenditori Confindustria, Maurizio Del Tenno presidente Giovani Imprenditori Confartigianato, Luca Moschini
vicepresidente Giovani Imprenditori Confcommercio, Fabio Giovannini presidente Giovani Imprenditori CNA, Catia Polidori presidente Giovani Imprenditori Confapi, Marco Saraceno presidente ANGA
Confagricoltura. Le conclusioni sono affidate al ministro del Commercio internazionale, Emma Bonino.

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