I Sindacati europei manifestano contro la BCE

Slovenia – Una grandissima manifestazione per dire no alla moderazione salariale invocata dalla Bce, dall’Eurogruppo e dalla Commissione Ue, Migliaia di manifestanti (35mila per i
sindacati europei e solo 10mila per la polizia) hanno protestato il 5 aprile nel centro di Lubiana.

Intanto, a circa 40 chilometri dalla capitale slovena, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, in chiusura dell’Ecofin (nella sua versione informale, ndr), rinnovava il suo appello per
una rigorosa politica salariale che garantisca stabilità dei prezzi ed impedisca una spirale inflazionistica. A Lubiana, nel contempo, i sindacati europei gridavano un secco
«No» alle interferenze della Banca Centrale sui rinnovi contrattuali, sia pubblici che privati, invitando piuttosto l’Eurotower a tagliare i tassi di interesse per sostenere la
crescita e l’aumento del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.

«Vogliamo la nostra parte dei frutti prodotti dalla crescita economica degli ultimi anni», ha affermato il Segretario Generale della Confederazione europea dei sindacati, John
Monks, ricordando che il potere d’acquisto staziona a livelli bassi da troppo tempo in Europa. «Vogliamo salari minimi decenti e, a parità di lavoro, uguali retribuzioni per gli
immigrati e per i precari», ha proseguito Monks tra gli applausi dei manifestanti venuti da tutta Europa in rappresentanza di 54 organizzazioni sindacali, tra cui, ovviamente, le nostre
Cgil, Cisl e Uil. «Comprendo le esigenze dei sindacati – ha invece commentato dall’Ecofin il Commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia – ma di fronte ad
un’inflazione così alta gli aumenti salariali dipenderanno più che mai, e solamente, dall’effettiva produttività realizzata in Europa».

Valentina Cecconi

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