Giovanni Greco, presidente della cooperativa CVA Canicattì (Video)

By Giuseppe

12 aprile 2016, Verona, 50° Vinitaly
I numeri parlano chiaro e mettono in evidenza innanzitutto  la crescita di immagine del marchio, grazie agli  importanti riconoscimenti internazionali ottenuti nel 2015, con i vini più rappresentativi e più venduti all’estero: il Centuno, l’Aquilae Nero d’Avola e lo Scialo, tra i rossi, e il Fileno,  tra i bianchi. Queste etichette  hanno come denominatore comune i vitigni autoctoni più conosciuti della Sicilia, Il Nero d’Avola e il Grillo, varietà su cui la cooperativa ha fortemente investito e che stanno proiettando CVA Canicattì tra le realtà più rappresentative della  cooperazione siciliana del vino di qualità.

“Ad essere premiato dal consenso del pubblico e della critica   – spiega Giovanni Greco, presidente della cooperativa – è   il modello imprenditoriale centrato sul binomio qualità territorio con una filosofia produttiva che ha reso i nostri vini riconoscibili per stile produttivo e territorialità”.

Un’evoluzione che ha visto protagonisti i circa 300 piccoli viticoltori, spina dorsale dell’azienda, che, sotto quel marchio,  si riconoscono, coltivando poco più 900 ettari di vigneto dislocati in 12 comuni, tra le province di Agrigento e Caltanissetta.  Una produzione d’eccellenza che vive nella conduzione familiare dei vigneti – la media per socio non supera i 3 ettari complessivi . Siamo nelle terre del Nero d’Avola e dei vitigni che hanno fatto la storia del vino siciliano nel mondo come il Grillo e il Cataratto, e il mercato dimostra di sapere apprezzare ed accogliere queste autentiche produzioni born in Sicily.

Il 2015 d’altronde è stato un anno memorabile  per CVA Canicattì che ha incrementato il suo fatturato di oltre il 10% sull’anno, con una produzione  che ha sfiorato il milione di bottiglie, record assoluto per CVA Canicattì. Diciamo anche che più del  50% di queste bottiglie è destinato al mercato estero, principalmente Europa ma anche Nord America e ASIA.  Germania, Inghilterra, Francia, USA e Svizzera sono i bacini maggiormente serviti, con Cina e Canada in grande crescita. Segnali positivi confermati anche al recente ProWein di Dusseldorf che ha certificato il buon lavoro svolto dal CdA della cooperativa. Nei primi mesi del 2016, torna a crescere anche il   mercato interno, frutto di una migliore distribuzione e all’ampliamento delle città servite.

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