Giovanni Fileni a Expo 2015 “dà i numeri”… e che numeri!

Giovanni Fileni a Expo 2015 “dà i numeri”… e che numeri!

E’ fra i testimonial delle eccellenze imprenditoriali che la regione Marche ha voluto portare ad Expo come proprio fiore all’occhiello. Fileni, orgogliosa di questa scelta, decide di presentare il proprio bilancio sociale 2014 nel padiglione che Cibus ha allestito nel sito dell’esposizione universale.

 Al centro, Giovanni Fileni a Expo

Al centro, Giovanni Fileni a Expo

Con dati che confermano il valore di un’azienda che il fondatore e presidente, Giovanni Fileni, orgogliosamente evidenzia come il suo gruppo accentua un già consolidato ruolo di risorsa e certezza, economica ed occupazionale, nel confronti del territorio in cui opera. E, aggiunge: “mi piace interpretare il bilancio di Fileni come il racconto del rapporto stretto tra la nostra azienda e la nostra terra e mi conforta constatare come ogni anno si continui a crescere insieme”. E che crescita, visto che in un periodo di crisi l’azienda marchigiana dimostra di andare controcorrente con i suoi 330 milioni di euro di fatturato, i 10,5 milioni di euro di investimenti, le 109.500 tonnellate di carne vendita, i 280 centri di allevamento di polli, i 1.774 dipendenti e i 1.300 occupati nell’indotto. Ma, anche, l’adozione di un nuovo contenitore, denominato ebox, che pesa il 20 per cento in meno di quello finora utilizzato, con risparmi molto significativi in termini di carta, trasporti, materiali di consumo.
Ad Expo, però, i Fileni hanno voluto ribadire che i loro polli crescono naturalmente perché trascorrono un terzo della loro vita all’aperto e vengono allevati in ambienti circondati da grandi spazi erbosi e su terreni incontaminati e lontani da fonti di inquinamento, nonché alimentati con mangimi biologici per avere carni dal gusto inconfondibile. Insomma, è la svolta biologica di un’azienda che investe continuamente “per innovare e migliorare costantemente la nostra filiera e renderla più sostenibile, per offrire prodotti di qualità sempre più alta e continuare a stare nel nostro territorio di riferimento in maniera rispettosa dell’ambiente – sottolinea il fondatore della società -.

Roberta Fileni

Roberta Fileni

I valori che ci accomunano alla nostra casa, la tutela del paesaggio, il rapporto con le persone non verranno mai messi in secondo piano. Non è un caso se quest’anno siamo all’Expo di Milano con una presenza diffusa e un programma di eventi che vuole portare un contributo di idee, informazioni e dibattito sui temi dell’alimentazione. Sentiamo infatti pienamente anche nostra parole come nutrizione, energia, vita e ci rende fieri di poter essere rappresentanti dell’eccellenza del territorio marchigiano su questa prestigiosa ribalta internazionale, in cui stiamo chiamando ad essere protagonisti insieme a noi altre importanti realtà della nostra terra”. Non per niente, il gruppo Fileni è il primo produttore italiano di carni bianche biologiche. Non solo questo, visto che “sosteniamo tutte le iniziative finalizzate a codificare le buone pratiche per ridurre lo spreco alimentare ma, anche, di parlare, il prossimo 18 settembre, di bio-benessere”, aggiunge Roberta Fileni che dell’azienda di famiglia è direttore marketing e quindi direttamente interessata a portare sulla ribalta internazionale di Expo l’eccellenza del territorio marchigiano che sta molto a cuore alla Fileni, ma senza dire il nome. “Sarà una sorpresa e grande”, chiudendo così l’evento in programma verso la conclusione di Expo, a ottobre.

Intanto in Carnj Coop, la società cooperativa che si occupa della trasformazione della carne del gruppo Fileni, è entrata a farne parte l’Istituto Sviluppo Agroalimentare (Isa) finanziaria con socio unico il Ministero delle politiche agricole e alimentari, per sostenere ulteriori investimenti tesi all’ottimizzazione dei processi produttivi, alla realizzazione di un impianto a bio-gas e all’acquisto di una nuova linea di macellazione. L’intervento di Isa, comunque, è una conferma dell’ottima salute di cui gode questo gruppo industriale marchigiano fondato da un apprendista meccanico che appena diciottenne si mette in proprio nel settore della meccanica per poi incominciare ad allevare polli, nel 1965, sperimentando il primo sistema di allevamento di animali da cortile nelle campagne di Monsano, vicino alla casa di famiglia. Un anno dopo costruisce il primo capannone per l’allevamento di 5000 polli da vendere porta a porta alle casalinghe della Vallesina. E, poi, un continuo crescendo sino ai numeri appena presentati ad Expo.

Michele Pizzillo
Inviato Expo2015
Newsfood.com

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