Giovanissima e Immensa: Luigi Giussani nel ricordo di Giuseppe Zola
31 Dicembre 2020
“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano. Nelle librerie da Natale.
Anticipiamo uno stralcio del libro: Luigi Giussani nel ricordo di Giuseppe Zola.
Si parla della “notizia del giorno”, come la definisce Giuseppe Zola…
Mentre aspettiamo un aperitivo.
«La Campari ha acquistato il Grand Marnier.»
Mischiando temi bassi della quotidianità e altri. Parliamo di Luigi Giussani
e della sua passione per Cesare Pavese.
«A Giussani piaceva moltissimo Pavese» dice Zola, avvocato, figura di spicco
di Comunione e Liberazione, pro-sindaco di Milano.
Eppure era laico, comunista…
«Nei suoi romanzi c’era sempre un momento in cui poneva le domande
esistenziali di fondo. Diceva: “Se uno come Pavese avesse incontrato un’autentica
esperienza cristiana avrebbe aderito… Peccato che non abbia mai
incontrato nessuno. Pavese si faceva la domanda giusta”. Amava e citava
spesso i classici. Aristotele… Ma tra i moderni Pavese.»
E il suo rapporto con la musica?
«Aveva un papà che amava molto la musica. Ha fatto un’omelia fantastica
al funerale di Giussani il futuro Papa Ratzinger. Mandato da Wojtyla.»
Futuro molto prossimo. Wojtyla muore poco dopo, il 2 aprile 2005.
«Sì, muore poco dopo Giussani. Giussani muore il 22 febbraio. Ratzinger
a sua volta ama molto la musica. E ha sottolineato un fatto. Pur essendo di
famiglia povera, padre di tradizione socialista e madre molto pia, facevano
arrivare a casa un complessino per suonare pezzi di musica classica. Il padre,
quando il figlio diventa prete, diventa cattolico anche lui. Nell’ultima parte
della sua vita Giussani ha curato una collana di cd con brani di musica
classica e commenti suoi. Intitolata Spirto gentil
La famosa aria di Donizetti, dall’Elisir.
«Raccontava che quand’era in seminario, durante l’ora di musica, sentivano
dei brani di classica. E ascoltando l’attacco di Spirto gentil ha avuto la percezione
netta dell’esistenza di Dio. Lo raccontava spessissimo.»
Una musica che suscita delle emozioni.
«Si cantava molto. Ci ha fatto scoprire il canto gregoriano. Allora in chiesa
non si cantava molto. Dopo il Concilio si è cantato, ma prima… Anche su
questo aveva preceduto il Concilio.»
C’e stato un periodo, prima di questa svolta, in cui la musica era
bandita da alcune chiese.
«Invece noi si cantava molto. In vacanza si cantava a più non posso. Mia
moglie si è messa a far canzoni perché c’era un clima favorevole. Un fattore
di coesione. E oltre tutto Giussani aveva un animo poetico. Come leggeva
lui certe poesie di Leopardi non ho mai più sentito nessuno. Come leggeva
il Vangelo!»
foto :
- Giuseppe Zola con Achille Colombo Clerici
Redazione Newsfood.com
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