Francia: il blocco al tunnel del Monte Bianco evidenzia le difficoltà dei produttori Ue

La protesta al tunnel del Monte Bianco degli allevatori francesi è la dimostrazione di come i problemi del settore agricolo siano ormai davvero grandi e spesso ignorati, è quanto
sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori che mette in evidenza le forti preoccupazioni e le difficoltà delle imprese agricole europee davanti alle gravi e continue emergenze.

La Cia ricorda che la «blue tongue», malattia degli ovicaprini e dei bovini, non trasmissibile all’uomo, sta colpendo con un sierotipo particolarmente virulento la Francia e i Paesi
del Nord Europa.
In Italia, pochi anni fa, altri sierotipi di «blue tongue» investirono i nostri allevamenti del Centro Sud. Le misure intraprese per eradicare la malattia, vaccinazione e mancata
movimentazione, colpirono drammaticamente -sostiene la Cia- la zootecnia di quelle aree.

Come spesso succede in Italia e nella Ue le misure stanziate per coprire i danni diretti e indiretti subiti dagli allevatori furono inconsistenti. Oggi, l’esempio francese -avverte la Cia- pone
non poche domande sull’espansione della malattia anche nelle zone vocate della Pianura Padana.
Anche alla luce dell’approvazione da parte del Comitato permanente sulla catena alimentare e salute animale di una bozza di regolamento che modifica le regole per lo spostamento degli animali
approvato ieri a Bruxelles, la Cia chiede l’immediata convocazione di un incontro con i ministeri competenti ed il Commissario straordinario per le emergenze zootecniche. Un incontro che da un
lato chiarisca gli effetti del blocco sull’importazione degli animali da ristallo francesi e, dall’altro, dia certezza agli allevatori italiani sulle future misure per l’eradicazione della
malattia, che devono in ogni caso garantire lo sviluppo del settore zootecnico in Italia.

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