Formazione in Toscana, più qualità per chi la fa e per chi la riceve

Firenze – Un seminario per fare il punto sulle novità introdotte nel sistema della formazione dal nuovo regolamento, in particolare viene fatta luce sulle novità legate
all’accreditamento delle agenzie formative, un meccanismo nuovo è stato messo a punto con l’obiettivo di semplificare e valorizzare la qualità delle agenzie accreditate,
promovendone la crescita dimensionale.

L’obiettivo, come sottolineato dall’assessore all’istruzione, formazione e lavoro nel suo intervento introduttivo, è quello di costruire un sistema che risponda meglio alle esigenze del
mercato del lavoro e delle realtà territoriali, pronta a captare le aspettative dei singoli e delle aziende e le novità che si muovono nei vari settori dell’economia toscana.
Questi alcuni dei temi centrali del nuovo sistema regionale della formazione, sulla base della legge 32, il testo unico su istruzione, formazione e lavoro e del nuovo regolamento che la attua.
Il documento punta su nuovi meccanismi di accreditamento delle agenzie formative e nuove modalità di assegnazione dei finanziamenti pubblici.

I soggetti autorizzati a fare formazione saranno individuati i sulla base di nuovi criteri e finanziati prevalentemente mediante procedure di evidenza pubblica. «Il nuovo sistema di
accreditamento, che abbiamo fatto passare al vaglio di enti locali e parti sociali, spiega l’assessore, inserisce elementi di semplificazione per ridurre il numero complessivo delle strutture
accreditate. Per garantire la qualità e l’efficacia delle iniziative di formazione viene proposto, fra l’altro, un meccanismo di punteggio che non viene assegnato una volta per tutte, ma
deve essere mantenuto, stimolando quindi una ricerca di qualità e un miglioramento continui nei soggetti che fanno formazione.

Ma ecco le novità
Innanzitutto il passaggio da un sistema fondato sull’accreditamento delle sedi operative a un sistema che si basa sull’accreditamento dell’organismo (ente, società, associazioni), che
può anche avere più sedi operative sul territorio, ma una sola ragione sociale. Vengono modificati e ridotti anche i requisiti, gli indicatori e i parametri richiesti per essere
accreditati. I criteri vengono inoltre ridotti da 9 a 4, e gli indicatori all’interno di ciascun criterio passano complessivamente da 33 a 9, con un generale ridimensionamento delle
caratteristiche formali e un maggior peso dato a quelle sostanziali.
Di particolare rilievo è l’obbligo per le agenzie formative di dotarsi in via continuativa ed esclusiva delle funzioni professionali fondamentali, quali quelle della direzione, del
coordinamento formativo, della valutazione degli apprendimenti e della gestione amministrativa finanziaria.
Per stimolare la riduzione e spingere all’aggregazione delle agenzie formative, la Regione mette a disposizione 1 milione 600 mila euro di contributi a fondo perduto (pari a 10 mila euro per
ogni agenzia che si aggrega. Gli organismi formativi che hanno sedi già accreditate devono presentare una nuova domanda di accreditamento entro il 17 giugno 2008, pena la decadenza
dell’accreditamento posseduto.
La giunta di ieri ha approvato gli indirizzi per l’attivazione dei processi di concentrazione. Un processo che dovrà portare ad avere un minor numero di organismi formativi, ma di
maggiori e più solide dimensioni. La domanda può essere presentata da due o più organismi formativi, aventi tutti almeno una sede formativa orientativa accreditata in
Toscana. Ogni organismo formativo deve avere realizzato nel triennio precedente attività formative per un valore totale di almeno 150 mila euro. I processi di concentrazione possono
avvenire per fusione o incorporazione. Per ogni organismo formativo che si estingue è previsto un contributo che va da un minimo di 20 mila ad un massimo di 200 mila euro (per dieci
organismi coinvoltii nel processo).
Le sedi operative accreditate al settembre 2006 erano in tutto 1060, di questi il 20% è postituito da istituti scolastici, il 19% da università, il 61% da agenzie formative. Altro
cardine del nuovo regolamento è il meccanismo di finanziamento, che cambierà gradualmente da qui al 2010. In particolare entro quella data il 50% delle attività formative
sarà messo a gara, il 25% attraverso la formula dei voucher e il restante 25% attraverso avvisi di concessione.
Un ulteriore tassello nel mosaico del sistema è costituito dai nuovi standard regionali per il riconoscimento e la certificazione delle competenze ai quali la Regione sta lavorando dal
2004 e la cui adozione completa è prevista per il 2009 (la complessa e articolata proposta è disponibile sul sito web della Regione).
L’assessore ha ricordato quindi come il finanziamento delle attività di formazione sia garantito, per gli anni 2007-2013, dalla nuova programmazione del Fondo sociale europeo. Il
programma operativo della Regione Toscana prevede un finanziamento complessivo pari a oltre 664 milioni di euro in sette anni. La Regione ha deciso di finanziare la programmazione anche con
risorse proprie, recuperando in questo modo lo scarto esistente rispetto alla precedente programmazione.

Qualche dato sulle attività di formazione in Toscana
Nel periodo 2004-2006 la Regione ha approvato 29.300 interventi formativi di cui 17.000 finanziati con il Fondo sociale europeo e 2.000 con fondi statali. Accanto a questi i 10.200 corsi che la
Regione, tramite le Prvince, riconosce ma che sono finanziati da altri soggetti. Gli allievi iscritti complessivamente sono 267.700 di cui il 62% frequenta corsi finanziati dal Fse, il 9% corsi
finanziati con fondi statali e il 28% corsi riconosciuti. I formati sono oltre 167.200, il 58 % dei quali esce dai corsi finanziati con il Fse, il 6% da corsi finanziati da fondi statali, il
36% da corsi riconosciuti.
Il 61% dei disoccupati che hanno frequentato corsi di formazione, a dodici mesi dalla conclusione del corso, risultava occupato. L’aumento del tasso di inserimento nel mercato del lavoro cresce
con il crescere del titolo di studio dei destinatari ed è inversamente proporzionale all’età. Infatti, i lavoratori fino a 24 anni che riescono a trovare un’occupazione al termine
di un corso sono il 71% del totale dei formati, mentre gli over 55 soltanto l’11%. Resta sempre elevata l’efficacia della formazione superiore che, accompagnata ai corsi di formazione, ottiene
risultati decisamente migliori

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