Extravergine d’oliva e vino, si ma con sicurezza e qualità italiana

Extravergine d’oliva e vino, si ma con sicurezza e qualità italiana

Gli italiani amano ilmade in Italy a tavola, soprattutto quando si parla di extravergine d’oliva e vino, ma lo fanno in materia responsabile ed attenta, cercando qualità e
sicurezza.

Questo il messaggio di “Italiani, agricoltura e sicurezza alimentare”, rapporto di Ipr Marketing, realizzato per la fondazione Univerde.

Riguardo l’olio, i dati dono chiari: la maggioranza (96%) vuole olio di olive italiane garantite ed imbottigliate in Italia, perché quando il prodotto è solo imbottigliato
in patria la qualità diventa incerta (92%). Per tutelarla, allora, si a misure come le certificazioni (il 71% conoscenza la DOP per l’olio) ed un prezzo maggiore se legato alla
nazionalità italiana degli uliveti d’origine (79%). A riguardo, gli amanti della qualità tricolore sono più uomini che donne (85% contro 74%) e con età media over 54
(84%).

Capitolo particolare per l’olio extravergine italiano. I sondaggisti lo definiscono “Ottimo”, specie gli uomini (68% contro il 61% di donne), residenti al Nord (80%) e d’età
compresa tra i 18 ed i 43 anni (61%). In ogni caso, per l’82% degli intervistati la politica dovrebbe potenziare la tutela e valorizzazione.

E poi, il vino. Riguardo l’origine, Italia batte Francia 96% a 10%. Il consumatore più esigente (34% del campione) acquista solo vino DOC: tale scelta è più
comune al nord (44%) e tra gli over 54 (46%). Una minoranza (45%) guarda il nome del produttore piuttosto che la singola etichetta.

Il vino ha poi diversi significati. Per alcuni (43%) è legato alla cultura, per altri all’allegria (37%), mentre pochi gli danno associazioni negativi. Solo il 10% lo unisce alla
dipendenza, il 9% agli incidenti stradali e il 3% alla solitudine.

In base al rapporto, il consumatore italiano vede l’abuso di alcol problema principalmente dei superalcolici (80%) ed il fenomeno viene visto come crescente fra i giovani (80%).

Il vino viene allora considerato “innocente”, da consumare saltuariamente (38%) o da non consumare affatto (23%). Riguardo poi l’identikit del bevitore-tipo è uomo (21%) ed over 54
(25%).

Invece, le donne (26%) ed i giovani (29%) sono bevitori occasionali, mentre nella fascia 18-34 predominano i non bevitori (36%).

Matteo Clerici

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