Europa, vino, Unesco e olio: analisi di Comolli su agricoltura ed economia

Europa, vino, Unesco e olio: analisi di Comolli su agricoltura ed economia

By Giuseppe

Il Punto e Virgola di Comolli – Analisi, riflessioni e domande aperte su vino, agricoltura, mercati e politiche europee.

Il “Punto e Virgola” non mette un punto fermo: osserva, collega e invita a capire cosa sta cambiando nel sistema agroalimentare italiano e internazionale.

Newsfood.com, 06 marzo 2026


Il Punto e Virgola di Comolli

Europa, vino, Unesco e montagna: le scelte strategiche che segneranno il futuro di agricoltura, territori ed economia

Il Punto e Virgola di Comolli è la rubrica di analisi e commento dedicata ai grandi temi dell’economia agroalimentare, del vino e delle politiche europee, con uno sguardo attento ai territori, alle imprese e ai cambiamenti geopolitici che influenzano produzione, mercati e consumi.
Il “Punto e Virgola” non mette un punto fermo: osserva, collega e invita a capire cosa sta cambiando nel sistema agroalimentare italiano e internazionale.


Europa e Agricoltura, il futuro nel legame Unità Federalista e Azioni Autonome Nazionali

Diventa sempre più importante — geopoliticamente — definire un futuro certo dell’Europa e del nostro continente: degli Stati del Consiglio d’Europa (44-48 indicativamente), degli aderenti all’Unione Europea (27), dei Paesi con moneta unica euro (20 Stati), dei rapporti fra Est ed Ovest, Nord e Sud, accordi atlantici, accordi continentali e accordi bilaterali.

Come si vede, le strade e i contesti sono molti, non sempre allineati o in sintonia.

Sono iscritto al Federalismo Europeo dal 1975, grazie all’interessamento del presidente Giovanni Spadolini. Conosco da allora le scelte di De Gasperi e Schuman (ministro degli Esteri francese), anche leggermente diverse da quelle di Spinelli.

Settantquattro anni orsono fu costituita la CED (Comunità Europea di Difesa) grazie all’art. 38 della CECA (Comunità Carbone Acciaio), il primo grande organismo collettivo dei sei Paesi fondatori, che prevedeva la costituzione di una “Europa Federale” partendo dalla difesa, cioè dalla creazione di un unico esercito europeo per bloccare il riarmo della Germania.

Quell’Europa prevedeva solo:
un governo europeo, un parlamento, una corte di giustizia, una politica estera comune, un esercito di difesa comune. Punto.

Tutto ciò rimase nel cassetto, supplito dalla Costituente Europea che fondò l’Unione Europea. Fu l’Assemblea Nazionale Francese a far naufragare il progetto di Europa Federale nel 1954.

Oggi la situazione UE è molto grave perché non esiste una vera condivisione e il veto ostacola ogni scelta. L’UE non ha alcuna sovranità o poteri in molti campi: dal monopolio tecnologico di Starlink alla gestione dell’immigrazione, dalla difesa a una politica estera comune, dal modello fiscale alla tutela dell’agricoltura e dei prodotti tipici costruiti dal 1960 ad oggi.

I colossi dell’online guadagnano in Europa miliardi di euro ma pagano poche imposte, mentre molti servizi finanziari e digitali dipendono da piattaforme esterne al continente.

L’agricoltura europea è stata uno dei primi grandi pilastri delle politiche comunitarie, ma oggi fatichiamo a mantenere relazioni commerciali equilibrate con altre aree del mondo, come dimostra il caso Mercosur.

Per l’agricoltura italiana, un sano e saggio federalismo europeo rappresenta probabilmente la soluzione politica più efficace.

Uno Stato federale non farebbe venir meno identità e indipendenza nazionale: al contrario, consentirebbe una divisione di poteri più chiara e una maggiore sovranità condivisa su temi fondamentali come pace, commercio, moneta e sviluppo.


Pacchetto Vino Estirpi Vigneti: cum grano salis e percorrere altre strade

Il Pacchetto Vino della Commissione Europea rappresenta un punto di partenza e l’avvio di un nuovo approccio al cambiamento in atto.

Si tratta di un primo atto, con alcune lacune, che dovrà essere corretto anche attraverso scelte autonome degli Stati membri.

Non sono convinto che per il “Vigneto Italia” basti estirpare vigneti per riequilibrare produzione, sostenibilità, consumi e mercato.

Il mercato globale richiede meno prodotto, ma non ovunque.

Nel 1970 i francesi — soprattutto Champagne e Bordeaux — si muovevano già verso Cina e Giappone, mercati allora vergini. L’Italia arrivò molto dopo.

La Commissione UE propone sostegni economici per ridurre le superfici vitate o limitarne la produzione, insieme ad altri incentivi per sviluppare l’enoturismo.

Ma la vera differenza strategica è un’altra:
la Francia ha lo stesso numero di enoturisti dell’Italia, ma il doppio del giro d’affari.

Il modello di estirpazione sovvenzionata rischia di essere una visione burocratica e contabile del mercato.

Il rischio è la perdita di imprese, paesaggio e identità territoriale.

Meglio puntare su:

  • revisione dei disciplinari DOC e IGT

  • flessibilità nei diritti di impianto

  • incentivi agli investimenti in cantina

  • integrazione con fondi PAC e coesione

  • sviluppo strategico dell’enoturismo

Non svendiamo il vigneto Italia per “trenta denari”: il paesaggio vitivinicolo è una ricchezza diffusa e collettiva.


Unesco: quanto vale un riconoscimento Patrimonio dell’Umanità

Oggi i siti riconosciuti UNESCO sono 1248:

  • 972 culturali

  • 235 naturali

  • 41 misti

presenti in 170 Stati.

L’Italia è il Paese con più riconoscimenti: 61 siti.

L’ultimo è stato la Via Appia, mentre si auspica presto il riconoscimento della Via Francigena.

Le candidature richiedono dossier complessi e investimenti significativi, ma il valore economico generato è spesso enorme.

Il cosiddetto “effetto Unesco” porta:

  • visibilità internazionale

  • aumento dei flussi turistici

  • sviluppo economico locale

  • valorizzazione culturale

Esempi concreti sono:

  • le Colline di Conegliano Valdobbiadene

  • il Giardino Pantesco di Pantelleria

Nel primo caso si è registrato:

  • +53% arrivi turistici

  • +35% nuovi posti letto

  • +17% nuove imprese

  • +24% occupazione giovanile.

Il riconoscimento comporta però anche responsabilità: tutela, gestione sostenibile e controllo del turismo.


Alps Benchmarking e progetto ColliAlti&Monti

L’Italia possiede:

  • 8000 km di coste

  • 2600 km di Alpi e Appennini

  • oltre il 50% del territorio sopra i 500-600 metri

La recente normativa sulla montagna punta a ridefinire i territori realmente montani e a trasformare queste aree in risorse economiche.

Il progetto ColliAlti&Monti punta proprio alla valorizzazione delle aree sopra i 600 metri.

La Regione Veneto ha avviato un piano concreto con 30 milioni di euro l’anno per tre anni per sviluppare servizi pubblici essenziali:

  • sanità

  • scuole

  • infrastrutture digitali

  • mobilità

  • sostegno alle imprese

Prima i servizi essenziali, poi gli incentivi economici.

Solo così si può invertire lo spopolamento delle aree montane.


Crisi globale fra guerra calda e guerra fredda

La situazione macroeconomica mondiale è estremamente fragile.

L’Italia appare oggi più stabile rispetto a Francia, Germania e Regno Unito in termini di PIL e rating, ma la dipendenza da energia, export e trasporti rende il sistema economico vulnerabile.

Inflazione e recessione convivono:

  • aumento prezzi alimentari

  • rallentamento di alcuni settori industriali

  • riduzione dei consumi.

Se le tensioni geopolitiche dovessero durare a lungo, gli effetti sulla vita quotidiana delle famiglie e delle imprese sarebbero molto pesanti.

La diplomazia internazionale diventa quindi fondamentale.


2026 Olio Extra Vergine di Oliva: crescita produzione, calo consumi e prezzi : produzione in crescita ma consumi in calo

L’Italia torna primo produttore europeo di olio extravergine di oliva, grazie soprattutto alla produzione pugliese.

Le regioni leader restano:

  • Puglia

  • Calabria

  • Sicilia.

Tuttavia manca ancora un piano nazionale di settore capace di coordinare produzione, trasformazione e mercato.

Il prezzo dell’olio EVO è in calo e anche i consumi registrano una flessione.

A gennaio 2026 il prezzo medio è sceso a circa 7,10-7,30 euro al litro, mentre nella grande distribuzione si registra una diminuzione degli acquisti.

Molti consumatori si orientano verso oli comunitari o miscele europee più economiche.

La vera garanzia di qualità resta quindi la fiducia nel produttore e nella tracciabilità del prodotto.


Giampietro Comoll


Il Punto e Virgola di Comolli: Un punto per fermarsi, una virgola per andare oltre.
Il punto e virgola serve a collegare ciò che altri separano.

Clicca qui per vedere la rassegna stampa sempre aggiornata di “Punto e Virgola di Comolli”

 


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