Esperienze “eco-compatibili” di successo. Connubio tra economia,etica ed ambiente

Esperienze finanziarie importanti nel campo del commercio equo e di attività di successo, ma “eco-compatibili”, che rappresentano validi esempi di come lo sviluppo economico sia
compatibile con lo sviluppo sociale ed ambientale: questi i temi al centro della terza giornata del V Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura organizzato da
Greenaccord.

Marco Sartori, Presidente di Etimos, consorzio di microcredito che investe in progetti etici, e Giambattista Chiarelli, Responsabile Sud Europa di Pictet Asset Management, hanno
parlato in particolare degli investimenti e degli aspetti finanziari legati allo sviluppo sostenibile.

Marco Sartori ha descritto il concetto ed i principi della finanza etica, che può essere considerata come attività di fondamentale importanza per “capitalizzare
l’ambiente”.

“La finanza – ha spiegato Sartori – dovrebbe essere sempre al servizio di esperienze vere ed importanti. La finanza etica è nata perché molte persone hanno sentito il
bisogno di equità, giustizia e tutela dell’ambiente e dell’uomo che l’ambiente utilizza e trasforma: è nata da un’esigenza e cerca di dare una risposta. L’attenzione in questo
settore sta finalmente crescendo e ora quello che diventa di fondamentale importanza è convincere il consumatore che investire in progetti etici e sostenibili, a lungo termine, è
anche conveniente da un punto di vista economico”
.

Giambattista Chiarelli si è occupato degli investimenti in clean tech sottolineando anche l’importanza di stimolare una visione di lungo termine: “Se gli individui e le aziende
non fossero mossi solo da motivazioni egoistiche ed economiche, ma riuscissero a prendere le loro decisioni in un’ottica di lungo termine, gli investimenti in questo settore ed, in genere, i
comportamenti in tutela dell’ambiente, sarebbero molto più consistenti”.

La discussione si è poi spostata su esperienze “eco-compatibili” concrete, riguardanti agricoltura biologica, commercio equo e solidale, bioplastiche ed investimenti in energie pulite,
che giocano un ruolo importante nella “capitalizzazione dell’ambiente”.

L’agricoltura biodinamica si fonda sul concetto di organismo aziendale completo – ha spiegato Fabio Brescacin, Presidente di Ecor, azienda che opera nel settore dell’agricoltura
biologica e biodinamica – non ci possiamo concentrare solo sul prodotto, ma su tutta la filiera aziendale. E’ la qualità di tutto l’organismo aziendale che garantisce la
qualità del prodotto, garantendo la soddisfazione del cliente e, contemporaneamente, una salvaguardia dell’intero ecosistema”.

Anche Fabrizio Ceccarelli, responsabile linea bio-logici Coop, ha parlato di biologico, sottolineando le potenzialità di sviluppo di questo mercato e soprattutto come
l’agricoltura biologica si inserisca nel contesto di tutela dell’ambiente.

Siamo arrivati quasi ad un punto di non ritorno – ha sottolineato con preoccupazione Ceccarelli – il sistema attuale tiene conto solo dello sviluppo economico, senza prendere in
considerazione l’uomo. Ciò non vuol dire che dobbiamo fermare lo sviluppo, ma dobbiamo promuovere uno sviluppo sostenibile, in cui l’uomo torni ad essere l’elemento centrale. Il
biologico rappresenta tutto ciò, perché vuole trovare un equilibrio tra agricoltura ed economia”.

Miro Barbaro ha poi parlato dell’esperienza di Libera, l’organizzazione fondata nel 1995 da Don Luigi Ciotti, e del progetto Libera Terra, “Libera – ha spiegato Barbaro – ha
promosso la legge per il riutilizzo sociale delle terre confiscate alle mafie approvata nel 1996. Oggi il progetto Libera Terra non si occupa solo di promuovere la nascita di cooperative che
possano utilizzare queste terre, destinandole esclusivamente a colture di natura biologica, ma controlla anche che tutti gli altri operatori della filiera che sono in contatto con Libera Terra
lavorino in modo etico ed equo”.

Veronica Perez, rappresentante di Fairtrade, marchio di certificazione per i prodotti equo e solidali, ha sottolineato come questo mercato sia in continua crescita. “I prodotti e
marchi certificati da Fairtrade sono distribuiti in 21 paesi – ha spiegato – e dal 2001 al 2006 sono cresciuti da 224 a 569. Tale incremento è andato di pari passo con un notevole
aumento delle vendite a testimonianza che anche il consumatore finale sta diventando più sensibile e più attento”.

Nel pomeriggio Andrea Di Stefano, responsabile relazioni esterne di Novamont, ha descritto gli scenari futuri di investimento nel settore della bioplastica, mentre Gaio
Croci
, in rappresentanza di Solahart, ha approfondito l’analisi sulle prospettive di sviluppo nel solare termico.

Quest’ultimo argomento è stato ulteriormente approfondito da Pier Carlo Cuscianna, Direttore dei servizi tecnici dello Stato della Città del Vaticano, che ha spiegato come
può essere utilizzato il fotovoltaico su strutture di pregio artistico.

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