Enciclica, più solidarietà, etica nell’economia, impresa, governo della globalizzazione, lavoro

Enciclica, più solidarietà, etica nell’economia, impresa, governo della globalizzazione, lavoro

“Un’enciclica che coglie nel segno i cambiamenti sociali ed economici e per uscire dall’attuale difficile crisi rivolge un chiaro monito ad affrontare le nuove sfide, in particolare quelle
della fame, della globalizzazione, della finanza e del mercato, con strategie che abbiano le loro fondamenta nella solidarietà e nell’etica Sono affermazioni che condividiamo e
sosteniamo”. Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italian agricoltori Giuseppe Politi in merito alla lettera pastorale “Caritas in veritate” di Papa Benedetto
XVI.

“Questa enciclica sociale -sottolinea Politi- analizza i diversi aspetti della nuova società in maniera puntuale e lungimirante. Un elemento, comunque, va messo in risalto: le nuove
regole, il governo della globalizzazione, l’economia, l’impresa devono avere sempre come punto di riferimento essenziale l’uomo. Altrimenti ogni politica di sviluppo rischia di trasformarsi in
avventurismi perversi, in rincorse selvagge, in mere speculazioni, nella ricerca spasmodica di soli profitti, in deleterie speculazioni. Pericoli che la Cia ha più volte denunciato e
soprattutto negli ultimi tempi quando si sono avute, sotto la spinta di manovre artificiose, drammatiche tensioni sui mercati che hanno avuto pesanti riflessi negativi per i paesi più
poveri della Terra”.

“D’altronde, nelle due Conferenze economiche promosse dalla nostra Confederazione a Lecce abbiamo analizzato e discusso queste problematiche. Le conclusioni cui siamo giunti coincidono
-aggiunge il presidente della Cia- con le parole del Pontefice. Abbiamo sottolineato l’esigenza di più agricoltura proprio per sconfiggere il drammatico spettro della fame nel mondo. Non
solo. Più agricoltura significa anche pace e sviluppo. Abbiamo evidenziato l’esigenza di un effettivo governo della globalizzazione in atto, di un mercato con regole precise al fine di
evitare pericolose spinte che generano soltanto tensioni e squilibri di carattere sociale ed economico. E nell’enciclica ritroviamo questi elementi e per noi è motivo di grande
soddisfazione”.

“Per questa ragione -sostiene Politi- plaudiamo il messaggio del Papa quando affronta le questioni relative al mercato e all’impresa. Per il primo, giustamente Benedetto XVI rimarca la
necessità di forme interne di solidarietà e fiducia. Ciò per espletare al meglio quella funzione economica che gli è propria. E’, quindi, indispensabile valorizzare
la giustizia distributiva e sociale. In caso contrario, il mercato si ridurrà soltanto al puro valore dei beni scambiati. Per l’impresa, invece, l’enciclica afferma che essa non si
può ridurre al semplice interesse del singolo, ma deve avere evidenti e consolidate responsabilità sociali”.

“Molto efficaci anche i richiami relativi alla globalizzazione, al ruolo che deve ricoprire lo Stato e ai doveri verso l’ambiente. Il Papa -rileva il presidente della Cia- ha opportunamente
sostenuto che la globalizzazione va governata da un’autorità organizzata in modo sussidiario e divisa in vari livelli decisionali. Senza un valido ed equilibrato governo, sarebbe, come
è emerso dalle nostre Conferenze economiche di Lecce, il caos, il disordine, il sopravvento degli squilibri e delle distorsioni, il tracollo per i più deboli”.

“Giustamente Benedetto XVI, nella sua pastorale sociale, invita a non abusare dell’ambiente naturale, ma averne effettiva cura. D’altra parte, proprio un corretto uso dell’ambiente -dice
Politi- è una grande responsabilità verso le generazioni future e di tutta l’umanità”.

“Altri due aspetti dell’enciclica -conclude il presidente della Cia- meritano attenzione. Si tratta dei nuovi compiti delle organizzazioni dei sindacati e della funzione che la finanza è
chiamata a svolgere in modo etico. Le prime devono farsi carico dei nuovi problemi della società e non guardare unicamente agli interessi particolari, ma aprirsi ad un contesto sempre
più ampio. Per quanto concerne, invece, la finanza, essa non deve essere appiattita sul breve termine, perché, come dimostrato dalle recenti esperienze, ha dato risultati
estremamente negativi. Da qui l’invito del Papa agli operatori affinché riscoprano il fondamento etico delle loro attività a sostegno del vero sviluppo”.

Leggi Anche
Scrivi un commento