Emilia-Romagna: Tributo Via Emilia

Bologna, 12 Ottobre 2007 – Per un giorno intero, da Parma a Bologna, la Via Emilia sarà chiusa al traffico, consentendo di realizzare una catena di eventi culturali lunga quasi 90
chilometri, lo ha annunciato oggi a Reggio Emilia l’assessore regionale alla programmazione, sviluppo territoriale e cooperazione col sistema delle autonomie locali Luigi Gilli in occasione
della presentazione della quarta edizione del Festival dell’architettura.

La giornata di «Tributo alla Via Emilia» sarà proprio uno degli eventi all’interno della programmazione del Festival che a partire da quest’anno diventa biennale. La chiusura
al traffico della Statale n. 9 è prevista per domenica 19 ottobre 2008, con l’obiettivo di rendere stabile l’iniziativa, ripetendola ogni anno nella seconda domenica di ottobre.

L’evento – con ben 77 iniziative diverse in altrettanti località – riguarderà un tratto lungo 88 chilometri comprendente, da ovest ad est, i territori e le città di
Fidenza, Parma, S.Ilario d’Enza, Reggio Emilia, Rubiera, Modena, Castelfranco. Una giornata di eventi, occasioni d’incontro, ma soprattutto di riscoperta della strada consolare come luogo di
centralità e comune appartenenza. Con particolare attenzione ai tanti, spesso non adeguatamenti conosciuti, monumenti storici e architetonici che sorgono lungo il suo percorso. «Il
«Tributo alla Via Emilia» – ha detto Gilli – punta a riscoprire e valorizzare l’architettura dell’antica strada consolare che può essere considerata come il principale
monumento dell’Emilia-Romagna su cui riflettere in termini di identità, di uso e di aggregazione. Una riflessione su come è cambiata e come potrà cambiare questa via,
partendo dal dato che a oggi ben il 65 per cento dell’antica strada realizzata nel 187 a.C. presenta fronti urbanizzati. Un’occasione dunque anche per pensare interventi di miglioramento della
qualità della vita di chi vi abita e vive».

L’edizione 2007-2008 del Festival dell’Architettura – promosso dall’Associazione Centro Studi con il contributo della Regione Emilia Romagna e il patrocinio del Ministero per i beni e le
attività culturali – sarà dedicata al tema «paesaggio pubblico», ovvero il paesaggio come identità, come memoria e luogo di incontro e di attrazione e si
svolgerà nelle città di Parma, Modena e Reggio Emilia. A Reggio Emilia le attività si svolgeranno nei giorni giovedì 29, venerdì 30 novembre e sabato 1
dicembre; a Modena nei giorni giovedì 6 e venerdì 7 dicembre; a Parma nelle giornate di giovedì 13 e venerdì 14 dicembre. Nelle stesse città, nei mesi di
ottobre e novembre 2008, verranno allestite mostre corredate di eventi collaterali dedicate agli esiti degli 11 percorsi di ricerca.
In occasione dell’avvio del Festival la Regione Emilia-Romagna, le Province e i Comuni di Parma, Reggio Emilia, Modena nonché l’Associazione «Cittaemilia» hanno sottoscritto
un Protocollo d’intesa per sostenere azioni di ricerca, divulgazione e valorizzazione della cultura architettonica e urbana attraverso il Festival, da realizzare soprattutto a Parma, Modena e
Reggio Emilia.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL: LE INIZIATIVE A REGGIO, MODENA E PARMA

Reggio Emilia ospiterà Roland Gunter, che giovedì 29 novembre terrà una conferenza su «Paesaggio della metamorfosi: il caso della Rurh»; venerdì 30
novembre il critico cubano Emilio Castro e David Bigelman (professore all’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture de Paris-Belleville) saranno testimoni del progetto «Garatti,
Gottardi, Porro. Storie di architetti: dal paesaggio Country Club alle Scuole nazionali d’Arte dell’Avana». Nella stessa giornata ci sarà Gilles Clement, paesaggista, agronomo,
entomologo e progettista di fama internazionale. Modena accoglierà il 6 dicembre Bill Dunster (autore del progetto londinese del quartiere «BedZed» ispirato ai criteri del
risparmio energetico); a seguire, il Presidente dell’Accademia di S. Luca, Guido Canella, disquisirà a proposito del «Paesaggio dell’architettura». Il giorno successivo,
oltre a Luciano Semerani chiamato a dibattere sulla straordinaria personalità di John Hejduk, l’architetto Cino Zucchi, autore di notevoli progetti urbani in diversi contesti
internazionali, terrà la conferenza «Una città (non) è un albero. Nuovi ambienti urbani». Venerdì 7 dicembre, a chiusura della giornata,
interverrà anche l’architetto/paesaggista portoghese João Nunes che mostrerà l’evoluzione della propria ricerca da progettista.

A Parma, il giorno 13 dicembre, avremo invece il noto paesaggista francese Pierre Donadieu che argomenterà a proposito di «Campagne urbane e società paesaggistica». A
seguire, introducendo le riflessioni tra arte e architettura, il docente di estetica Federico Ferrari terrà un incontro con l’artista Flavio De Marco sul «Paesaggio e spaesamento
nell’arte contemporanea». L’artista Grazia Varisco insieme ad Alberto Biasi saranno coinvolti nella ricerca-work in progress «Città e luce. Fenomenologia del paesaggio
illuminato». Venerdì 14, gli architetti Slobodan Selinkic e Ales Vodopivec, saranno presenti come testimoni critici di una costruzione monumentale di un paesaggio riferito alle
opere di Bogdan Bogdanovic e Edvar Ravnikar nella relativa tavola rotonda. Chiuderà la giornata Frances Morris, curatrice della TATE Modern Gallery di Londra che parlerà di
«Dov’è finita la sezione paesaggio negli allestimenti della TATE moderns».

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