Economia Riminese: ancora crescita, ma con maggiore cautela

I risultati dell’indagine congiunturale effettuata dall’Ufficio Economico di Confindustria Rimini e relativa al primo semestre 2007, mostrano ancora un andamento positivo per le imprese del
territorio, caratterizzato però da un clima di maggiore cautela per le previsioni, anche a causa delle turbolenze dei mercati internazionali.

SITUAZIONE PRIMO SEMESTRE 2007

La rilevazione ha fatto emergere come il fatturato totale, rilevato a prezzi correnti, nel primo semestre 2007 sia aumentato del 7,60% rispetto al primo semestre 2006. L’andamento
positivo del fatturato complessivo del settore manifatturiero, è determinato soprattutto dalla crescita del fatturato estero ( 8,20%). Risulta, comunque, in aumento anche quello interno
( 6,60%).

Con riferimento alla classe dimensionale delle imprese, sono quelle fino a 100 dipendenti ad evidenziare la crescita maggiore ( 10,30% per aziende fino a 50 addetti e 10,40% per aziende fino a
100 addetti). Le aziende con più di 100 addetti segnano comunque un aumento del fatturato totale del 7%.

Interessante l’incremento del fatturato estero ( 13,20%) nelle aziende da 51 a 100 addetti. Il grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul
totale, si attesta in media al 55,40% con una percentuale crescente all’aumento delle dimensioni dell’azienda rispettivamente 35,20% fino a 50 addetti, 49% da 50 a 100 addetti e 58,30% oltre
100 addetti.

Gli andamenti riferiti alla produzione segnano un incremento nel primo semestre 2007 del 7,40% rispetto allo stesso semestre del 2006. Aumento generato in ugual misura dalle
piccole, medie e grandi aziende.

Valori Complessivi

Produzione

produzione 7,40

Fatturato

fatturato totale 7,60

fatturato interno 6,60

fatturato estero 8,20

% di export sul fatturato 55,40%

L’occupazione registra un incremento del 4,50%, con un picco del 10% nelle aziende fino a 50 addetti.

Occupazione < 50 add. da 51 a 100 > 100 add.

occupazione 10,00 4,28 4,10

Per quel che riguarda gli ordini, il 57% delle imprese ha segnato un aumento (sono addirittura il 73,30% nelle imprese con oltre 100 addetti), mentre per il 12,90% sono in
diminuzione.

Buono l’andamento degli ordini esteri in aumento per il 46,70% delle imprese (61,50% per quelle con oltre 100 addetti) e in diminuzione solo per l’8,30%.

Altro dato significativo è quello relativo alle giacenze che per il 71,30% delle imprese sono stazionarie. Non si produce per fare magazzino, come confermato dai dati di
aumento del fatturato.

Il costo delle materie prime è aumentato per il 57,7% delle imprese e solo il 3,5% delle aziende l’ha visto in diminuzione (nessuna azienda fra i 51 e i 100 addetti).

Valori Complessivi

Ordini totali Giacenze

aumento 57,00% aumento 23,80%

stazionarietà 30,10% stazionarietà 71,30%

diminuzione 12,90% diminuzione 5,00%

Ordini esteri Costo Mat. Prime

aumento 46,70% aumento 57,70%

stazionarietà 45,00% stazionarietà 38,80%

diminuzione 8,30% diminuzione 3,50%

Per quel che riguarda la difficoltà nel reperimento del personale il 75,79% delle aziende la considera media/elevata.

Analizzando i singoli settori merceologici, continua il buon andamento del metalmeccanico ( 24% produzione e 31% fatturato per la produzione di macchine elettriche e 11,3% produzione e
12,5% fatturato per fabbricazione di macchine e apparecchiature meccaniche) e dell’abbigliamento ( 8,9% produzione e 16,9% fatturato). In recupero l’agroalimentare che denota un aumento sia
della produzione (8,8%) che del fatturato (7,8%) e dell’occupazione (10%). Bene anche il settore legno per produzione ( 12,3%) e fatturato ( 11,9%), e materiali per costruzione ( 38,8%
produzione, 17,2% fatturato). Andamenti confermati per gli ordini totali (metalmeccanico e agroalimentari) ed esteri

(legno e abbigliamento).

Confronto con semestri precedenti

Analizzando i dati sopra esposti con quelli riferiti a precedenti rilevazioni, si nota che l’aumento del fatturato totale è sensibilmente inferiore, passando da un 11,40% del secondo
semestre 2006 al 7,60 attuale. Stesso andamento si riscontra per quel che riguarda i dati relativi alla produzione ( 9,40% secondo semestre 2006, 7,40% primo semestre 2007)

Per quel che riguarda gli ordini c’è una maggiore polarizzazione: sono di più sia le aziende che considerano gli ordini in aumento, sia quelle per le quali sono diminuiti.

L’andamento dell’occupazione è sostanzialmente analogo a quello dei semestri precedenti.

PREVISIONI SECONDO SEMESTRE 2007

Le attese degli imprenditori, relative al secondo semestre 2007, segnalano un rallentamento nella crescita che suggerisce maggior cautela.

L’andamento della produzione, infatti, viene annunciata in crescita dal 41,1% delle imprese, il 51,1% prevede una situazione di stazionarietà e il 7,8% degli imprenditori prevede
una diminuzione.

Se consideriamo le dimensioni aziendali, significativo il fatto che le aziende fra 51 e 100 addetti non prevedono alcun aumento della produzione e il 14,30% delle imprese di queste dimensioni
si attende un calo delle stesse.

Situazione simile anche per le previsioni sugli ordini, che confermano le considerazioni fatte per la produzione. Il 46,8% prevede una crescita, il 44,7% stazionarietà e l’8,5%
una diminuzione. Dato positivo per le aziende con oltre 100 addetti: nessuna prevede una diminuzione

degli ordini.

Le aziende che prevedono una crescita degli ordini esteri sono il 43,1%, mentre il 48,3% considera stazionari tali ordinativi e l’8,6% in diminuzione.

Dato positivo per le giacenze: il 78% le prevede stazionarie.

Improntate alla stabilità le previsioni sull‘occupazione per il 62,8% delle imprese. Il 7,4% si aspetta un calo (maggiore la percentuale nelle imprese fra 51 e 100 addetti: 12,5%)
e per circa il 30% ci sarà un aumento.

Valori Complessivi

Produzione Ordini esteri

Aumento 41,1 aumento 43,1

stazionarietà 51,1 stazionarietà 48,3

diminuzione 7,8 diminuzione 8,6

Ordini totali Occupazione

aumento 46,8 aumento 29,8

stazionarietà 44,7 stazionarietà 62,8

diminuzione 8,5 diminuzione 7,4

Giacenze

Aumento 14,6

stazionarietà 78,0

diminuzione 7,3

Il dato che emerge dal ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende evidenzia che per l’ 81,44%, tale ricorso è da escludersi e il 10,31% lo considera poco probabile.

Settori merceologici: Anche nei dati previsionali viene confermata la buona impostazione dell’agroalimentare per produzione e ordini, il settore moda prevede una certa
stazionarietà nella produzione mentre gli ordini esteri sono previsti in aumento. Legno e metalmeccanico rimangono positivamente intonati anche se con una percentuale più
contenuta di chi prevede crescita della produzione.

Confronto con semestri precedenti

Calano di quasi 10 punti percentuali rispetto al semestre precedente gli imprenditori che prevedono un aumento della produzione. Stesso andamento, seppur più contenuto, per quel che
riguarda gli ordini totali: sono il 6% in meno le imprese che li vedono in aumento (sempre rispetto all’indagine precedente).Situazione migliore rispetto alle precedenti rilevazioni invece per
gli ordini esteri.

Il dato relativo a giacenze e occupazione è in linea con quelli antecedenti.

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