DOP, IGP, STG: l'Italia al primo posto in Europa

Lo scenario alimentare europeo è estremamente ricco e variegato, un prodotto che diventa conosciuto al di fuori dei confini nazionali, si trova in un mercato in cui altri prodotti si
definiscono genuini e ostentano uno stesso nome, è una concorrenza sleale che scoraggia i produttori onesti e inganna i consumatori.

Per arginare il fenomeno della contraffazione, a partire dal 1992 la Comunità Europea ha istituito un regime di protezione e promozione dei prodotti agroalimentari delle varie regioni
d’Europa, creando alcuni sistemi di sistemi di certificazione dei prodotti tipici di pregio, noti come DOP, IGP, AS e STG.

La Denominazione d’Origine Protetta (DOP) identifica un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione devono aver luogo in un’area geografica determinata e caratterizzata da
una perizia riconosciuta, tale che la qualità o le caratteristiche del prodotto stesso siano strettamente legate all’ambiente geografico.

Nell’Indicazione Geografica Protetta (IGP), invece, il legame con il territorio deve essere presente in almeno uno degli stadi della produzione, della trasformazione o dell’elaborazione
del prodotto. Inoltre, il prodotto deve godere di una certa reputazione per cui la sua qualità deve essere attribuita all’origine geografica.

Una Specialità Tradizionale Garantita (STG) e una Attestazione di Specificità (AS) non fanno riferimento a un’origine, ma valorizzano una composizione tradizionale del
prodotto o un metodo di produzione tradizionale, che distingue nettamente il prodotto da altri simili. Ci si riferisce, quindi, a prodotti ottenuti secondo un metodo di produzione tipico
tradizionale di una particolare zona geografica, al fine di tutelarne la specificità. Seguendo questo metodo, pertanto, qualsiasi produttore europeo può utilizzare tale
attestazione.Per esempio, la «mozzarella» ha una attestazione di specificità (AS) e può essere quindi prodotta in qualsiasi zona seguendo le prescrizioni, mentre la
«mozzarella di bufala campana» è una DOP e quindi può essere ottenuta solo in Campania e in alcune zone del Lazio.

L’Unione europea può vantare, attualmente, la registrazione di oltre 700 DOP o IGP, di cui 164 sono di origine italiana, con una maggioranza di prodotti di tipo ortofrutticolo e
cerealicolo DOP. Grazie alle 164 denominazioni riconosciute, su un totale di 769 in tutta l’UE, l’Italia si tiene saldamente al primo posto della graduatoria comunitaria sui prodotti a
denominazione d’origine, e si aggiudica il 21,2% dell’intera fetta di mercato europea.
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Come ottenere una certificazione DOP, IGP, STG – Per ottenere una certificazione, un gruppo di produttori deve definire un prodotto sulla base di dati precisi e successivamente
trasmettere la domanda all’autorità nazionale competente, che, nel caso italiano, è il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali. La richiesta viene studiata a
livello nazionale, ed è quindi trasmessa alla Comunità europea: se soddisfa i requisiti fissati, una prima pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee
informerà tutte le persone interessate nell’Unione. In mancanza di obiezioni, il nome del prodotto protetto verrà pubblicato definitivamente sulla Gazzetta Ufficiale.

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