Differenze nel livello dei prezzi tra i capoluoghi nelle regioni italiane

In questa nota si presentano i primi risultati di un progetto di calcolo dei differenziali di livello dei prezzi al consumo tra i comuni italiani capoluogo di regione, basato sulla metodologia
delle parità di potere d’acquisto, sviluppato congiuntamente da Istat, Unioncamere e Istituto «Guglielmo Tagliacarne», con la collaborazione degli Uffici comunali di
statistica.

Gli indici dei prezzi al consumo che vengono calcolati mensilmente dall’Istat e utilizzati per l’analisi economica dell’inflazione fanno riferimento alla dinamica dei prezzi nel corso del tempo
e rientrano nella tipologia degli indici temporali. Accanto a questi esiste un’altra tipologia di numeri indice dei prezzi, definiti indici spaziali, altrimenti noti come indici di
Parità del Potere d’Acquisto (PPA), che misurano le differenze tra il livello medio dei prezzi di un paniere standard di prodotti in una determinata zona e quello medio calcolato per il
complesso delle zone.

La costruzione di questi indicatori presuppone la disponibilità di una base informativa adeguata, relativa ad un ampio campione di quotazioni di prezzo rilevate su un paniere di prodotti
confrontabili tra le diverse aree.

Gli indici PPA sono stati qui calcolati per 20 città italiane, la maggior parte delle quali capoluogo di regione, con riferimento ai generi alimentari (distinguendo tra prodotti lavorati
e prodotti non lavorati), agli articoli dell’abbigliamento e calzature e a quelli di arredamento (distinguendo per entrambi i capitoli tra prodotti con marchio noto e prodotti generici),
rappresentativi di più di un terzo della spesa complessiva delle famiglie italiane.

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