Dal passato al futuro: è allarme clima

Dal passato al futuro: è allarme clima

By Redazione

Dalla lezione della storia alla dura realtà del presente. Lo scioglimento dei ghiacciai a confronto con la situazione nel bacino del Mediterraneo. La sessione mattutina dei lavori della
seconda giornata del settimo Forum per la Salvaguardia della Natura promosso da Greenaccord, propone scenari e dibattiti che hanno coinvolto ed emozionato la folta platea internazionale di
giornalisti presente a Viterbo.

Dal ruolo fondamentale del microcredito, rievocato ieri da Stefano Zamagni come un’intuizione (quattrocentesca) storicamente tutta italiana, lo sguardo è ancora rivolto al passato nella
lezione di Brian Fagan, archeologo docente di Antropologia dell’università della California. “Dall’epoca fiorente dei Maya ai giorni nostri, il clima con i suoi ‘capricci’ ha
pesantemente influenzato il destino di intere civiltà”. Ed oggi più di allora uno dei pericoli che minaccia il genere umano è ancora la siccità.

“Credo che nel breve periodo sia il maggiore rischio che dovremo fronteggiare – sostiene Brian Fagan – specialmente nelle zone semiaride in Spagna, Stati Uniti occidentali e in vaste aree
dell’America Centrale e dell’Africa. I prossimi cinquanta anni saranno critici. Il fatto che stiamo immettendo gas nell’atmosfera in quantità senza precedenti rende i cambiamenti
climatici attuali unici rispetto ai problemi vissuti nel passato. Non ci sono dubbi: siamo in una fase di riscaldamento, molto del quale causato dagli uomini. I cambiamenti climatici che
dobbiamo affrontare saranno diversi dal passato soprattutto perché ora sulla Terra siamo in molti di più e viviamo in grandi città densamente popolate”.

Antonio Navarra, direttore del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, traccia una strada per il futuro sulla base delle proiezioni elaborate dal progetto ‘Circe’.
“Nonostante i modelli fino a qui elaborati fossero già pessimistici – incalza Navarra – sembra che il trend dell’evoluzione dei cambiamenti climatici sia destinato a spingersi ben oltre
le previsioni più funeste”. Come arginare il peggioramento della situazione? “Le evoluzioni future dipenderanno dalla nostra capacità di reagire prontamente ai cambiamenti del
clima: sarà fondamentale studiare metodi e tecniche di mitigazione, con tutte le risoluzioni possibili in campo politico, sociale ed economico per eliminare o quanto meno ridurre le
emissioni di gas serra, responsabili dell’aumento della temperatura sulla Terra”. Continua Navarra: “Gli ultimi undici anni (1995 -2006) sono stati fra i più caldi mai registrati da
quando si hanno misure globali della temperatura alla superficie terrestre (cioè, dal 1850). Per intenderci, la famosa estate torrida del 2003 sarà un evento normale, e non
più eccezionale”.

E se il caldo aumenta, i ghiacciai si sciolgono. Joellen Russell, docente di Geologia in Arizona, conosce bene il problema. “La spiegazione plausibile per lo scioglimento del ghiaccio in
Antartide sembra essere la produzione eccessiva di calore terrestre. E questo riscaldamento è causato dall’inquinamento dei veicoli a motore e dall’effetto serra: una minaccia per la
nostra salute, l’economia e l’ambiente”. Continua la Russell: “I devastanti effetti dello scioglimento dei ghiacci nel continente antartico non saranno solo avvertiti là, ma cambieranno
addirittura la vita di tutte le specie del Pianeta. Gli uomini devono trovare una soluzione per ridurre drasticamente la combustione di materiali fossili; se falliremo nell’obiettivo potrebbe
attenderci una veloce e tragica estinzione di molte specie animali. Le prossime tre generazioni dovranno lavorare sodo per combattere le conseguenze dell’effetto serra”. Nel pomeriggio, spazio a
Viterbo per i testimoni del clima della campagna “Climate Witness” del Wwf. Le storie di chi combatte ogni giorno con gli effetti dei cambiamenti climatici entrano nel vivo.

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