Cuneo: l'etichetta, uno strumento per raccontare il vino

Cuneo – Il primo approccio con il prodotto “vino” parte dall’etichetta, per questo la normativa, nazionale ed europea, richiede chiarezza, precisione, rispetto di schemi ben definiti; il
consumatore, che non è certo uno sprovveduto, va messo in condizione di informarsi, valutare ed operare confronti, in modo da decidere sulla base di dati corretti.

Queste le premesse del seminario che, lunedì 17 dicembre, si è svolto ad Alba, per iniziativa dello Sportello Europa, operante in ambito camerale e dell’Euro info center della
Cciaa di Torino. Tema: “L’etichettatura del vino e delle bevande alcoliche – la normativa nazionale, UE ed extra UE”.

Obiettivo dell’incontro, che si è svolto in tutte le province piemontesi interessate alla produzione vinicola, è stato la ricerca di chiarezza sulle norme in vigore, alla luce di
esigenze diverse che vedono, da un lato, i consumatori e la loro voglia di indicazioni precise e, dall’altro (non certo in maniera contrapposta), le aziende, impegnate nella difesa del segreto
industriale, nella libera circolazione delle merci e nel controllo di eventuali emergenze.
Il lavoro di approfondimento si è svolto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze merceologiche della facoltà di Economia dell’Università di Torino, unitamente al
laboratorio chimico della Camera di commercio del capoluogo subalpino. Ne è nata una “Guida” che riepiloga gli obblighi da parte dei diversi soggetti della filiera ed illustra le
caratteristiche richieste per una etichettatura corretta, in grado di rendere note origine ed altre informazioni essenziali del prodotto e consentire una adeguata tracciabilità.

“In un contesto che vede la nostra produzione enologica imporsi con autorevolezza a livello internazionale – ha precisato il presidente della Camera di commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello
– il rispetto rigoroso delle disposizioni in vigore è irrinunciabile. Non possono che derivarne vantaggi per un prodotto che, in decenni di grande impegno dalla vigna alla
commercializzazione, ha conquistato un ruolo di rilievo, collocandosi al top delle scelte del consumatore. Ogni iniziativa capace di potenziare un processo di qualificazione già
avanzatissimo non può che incidere favorevolmente, dando ulteriore sicurezza al destinatario finale e ponendolo al riparo da eventuali imitazioni. In tale ottica l’imposizione di regole
è, dunque, guardata con fiducia, nella convinzione che le nostre Docg e Doc possano trarne vantaggi sul piano dell’immagine e della fedelizzazione”.
Nell’incontro di Alba sono intervenuti Franco Percivale, Giovanni Peira, Erica Varese, Alessandro Bonadonna e Clelia Lombardi.

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