Coldiretti Massa Carrara: Cinghiali, tutta la rabbia degli agricoltori della Lunigiana

Coldiretti Massa Carrara: Cinghiali, tutta la rabbia degli agricoltori della Lunigiana

 

Stop ai cinghiali in Lunigiana: “la pazienza è finita”.

Il bicchiere nella Terra di Luni è pieno. In un clima rovente e animato dove hanno dominato rabbia e frustrazione si è tenuto martedì sera a Monzone l’atteso
incontro tra gli agricoltori e i vertici di Coldiretti Massa Carrara (www.massacarrara.coldiretti.it).

Il primo di un ciclo che porterà l’organizzazione ad incontrare i coltivatori della Lunigiana colpiti dai cinghiali. Il prossimo è in programma martedì 30 nel
Comune di Fosdinovo a cui parteciperà anche il Sindaco e l’assessore all’agricoltura. Un centinaio gli intervenuti che hanno affollato la Sala Parrocchiale.

“Non ce la facciamo più. Fate qualcosa” il grido comune dei partecipanti impotenti di fronte ad un flagello fuori controllo che non promette di trovare soluzioni in
breve tempo. Intanto Coldiretti farà partire con urgenza, già questa settimana, la raccolta di firme da consegnare al Prefetto e ai parlamentari apuani nel tentativo di
trovare un interlocutore, o più interlocutori in grado di aiutare gli agricoltori e l’economia lunigianese messa a serio repentaglio dal proliferare fuori controllo ed
incontrastato dei cinghiali.

“Quella dei cinghiali non è più un’emergenza è una calamità, una piaga da estirpare – ha ribadito il Presidente Provinciale
dell’organizzazione, Vincenzo Tongiani che non poco ha faticato per tenere a bada gli animi – gli agricoltori della Lunigiana sono davvero molto arrabbiati e delusi. Siamo
impotenti di fronte ad un problema di queste proporzioni che va affrontato con forza e serietà dalla politica che è responsabile della gestione del territorio e che deve
farsi carico del problema. Non si tratta di qualche cinghiale. Sparsa in Lunigiana c’è una popolazione ampiamente al di sopra di ogni ragionevole convivenza che a questo
punto è impossibile.

Coldiretti ha ribadito che si attiverà per chiedere “l’eliminazione nelle aree dove sussistono coltivazioni”. “Si devono mettere le imprese – ha
sottolineato ancora Tongiani rivolgendosi a Provincia di Massa Carrara e Comunità Montana della Lunigiana – nelle condizioni di produrre. Il sostegno all’agricoltura
non arriva solo con la promozione ma anche, e soprattutto, dalla sua salvaguardia”. Tongiani ribadisce la disponibilità provocatoria a “rinunciare al rimborso dei
danni subiti da parte degli agricoltori perché non sono più proporzionati ai reali danni subiti”. “Fino a qualche anno fa – spiega – gli
agricoltori facevano richiesta di risarcimento, una, al massimo due, volte ogni tre anni; oggi dovrebbero farla tutti i giorni. Siamo disponibili a fare a meno di questi risarcimenti.
Non siamo più interessati ai contributi per il risarcimento dei danni quando questi non sono più saltuari ma una costante nel tempo. Accanto al danno economico
c’è anche un danno biologico, lo stress emotivo di chi in una sola notte vede svanire il lavoro di mesi che è ancora più grande e non c’è nessun
rimborso che lo possa pagare”.

Ma l’incontro è stato anche un banco per ascoltare le proposte degli agricoltori direttamente coinvolti. Tra le richieste, per affrontare nell’immediato il problema,
la “rotazione delle squadre di caccia per evitare di fomentare l’allevamento della specie” e “l’abbattimento del cinghiale direttamente
dall’agricoltore munito del tesserino venatorio o di un cacciatore di fiducia subito dopo la denuncia del danno”. “Sono due delle proposte avanzate dai presenti
– conclude Tongiani – nel caso della rotazione delle squadre è, secondo gli agricoltori, una soluzione per evitare che i cacciatori portino mangime e allevino i
cinghiali e facciano diventare la zona di caccia una riserva esclusiva. Se i cinghiali sono tanti è anche e soprattutto per questo motivo”.

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