Codacons: «il Governo adegui le pensioni con un nuovo indice dell'inflazione»

By Redazione

Il Codacons chiede a tutti i candidati premier impegnati nella campagna elettorale di garantire, in caso di elezione, una pensione minima di 800 euro al mese. E’ impossibile, infatti, vivere
con meno di tale cifra. Per questo chiediamo fin da subito un impegno in tal senso, sempre che non ci siano altri redditi familiari che superano tale soglia.

Il Codacons, però, chiede anche che le pensioni siano poi salvaguardate in termini reali, almeno quelle con un trattamento inferiore ad otto volte quello minimo Inps. Non basta, infatti,
dare aumenti una tantum se poi non si indicizza anno per anno la pensione all’inflazione reale.

Infine, l’associazione chiede che il prossimo Governo si impegni ad ordinare all’Istat un nuovo indice ad hoc per i pensionati in base al quale indicizzare il loro trattamento (lo chiediamo dal
2004). Se, infatti, ognuno ha la sua inflazione, quello che è certo è che gli anziani hanno una inflazione profondamente diversa dalla media delle famiglie italiane. Riportiamo,
in tal senso, un riepilogo di alcuni studi effettuati non dal Codacons ma dall’Istat stesso:

Capitoli di spesa

Pesi medi Istat

Famiglia non abbiente

Pensionati non abbienti

Prodotti alimentari e bevande analcoliche

16,8844

32,4

42,0

Bevande alcoliche e tabacchi

2,9304

3,9

2,0

Abbigliamento e calzature

8,6472

8,1

4,0

Abitazione, acqua, elettricità e combustibili

9,3783

14,7

21,0

Mobili, articoli e servizi per la casa

8,5856

5,1

3,9

Servizi sanitari e spese per la salute

7,9888

7,9

5,6

Trasporti

15,2391

6,1

5,3

Comunicazioni

2,6431

5,0

4,7

Ricreazione, spettacoli e cultura

7,5348

6,3

2,9

Istruzione

1,0174

0,2

0,1

Servizi ricettivi e di ristorazione

11,0619

5,4

1,1

Altri beni e servizi

8,0890

5,0

7,4


Fonte: Istat

Come si nota per l’Istat una famiglia non abbiente (III colonna) spende quasi il 50 % del proprio reddito tra alimentazione e casa (47,1%), mentre un pensionato non abbiente spende addirittura
il 63% in queste due voci. Attualmente, invece, il paniere 2008 dell’Istat sulla base del quale si adeguano anche le pensioni al minimo (II colonna) considera che si spenda in queste due voci
solo un quarto del proprio reddito (26,26%). Una differenza considerevole, specie alla luce del fatto che gli alimentari dal 2002 ad oggi sono raddoppiati di prezzo e che in questi ultimi mesi
hanno avuto una ulteriore impennata. Per questo i pensionati hanno in questo momento una inflazione tripla rispetto alla media delle famiglie italiane.

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