Classi Primavera, Rossoni: «no a gestione centralista»

Milano – «La Lombardia non ha nulla in contrario sul progetto ‘classi primavera’, dal momento che lo reputiamo un servizio utile alle famiglie, ne chiediamo un’attuazione
più efficiente rispetto a quella avuta sino ad oggi».

E’ quanto ha ribadito oggi l’assessore all’Istruzione , Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Gianni Rossoni, in occasione della seduta odierna della IX Commissione degli assessori
regionali all’Istruzione.
«La nostra proposta – ha proseguito Rossoni – condivisa da tutte le altre Regioni nella Conferenza Unificata della settimana scorsa, è stata quella di trasferire le risorse
ministeriali agli Uffici scolastici regionali, per poi utilizzarle sulla base di intese con le Regioni, nel rispetto dei criteri minimi definiti dalla stessa Conferenza Unificata. Abbiamo
cioè proposto una programmazione e una gestione del servizio meno centralizzata e più vicina al territorio. Quindi più capace di risposte adeguate».

«Nella stessa seduta della Conferenza Unificata – ha spiegato ancora Rossoni – il ministro Lanzillotta ha evidenziato che quella di tutte le Regioni era l’unica possibile mediazione per
non pregiudicare la prosecuzione delle ‘classi primavera’. La sola a confermare la propria contrarietà è stata il vice ministro della Pubblica Istruzione Mariangela Bastico, vera
responsabile della mancata intesa. I verbali di quella seduta parlano chiaro. L’insistenza con cui l’onorevole Bastico preme per il rinnovo della sperimentazione sulle ‘classi primavera’
con la modalità centralistica adottata sino ad oggi scade ormai nell’indecenza e rende lecito il sospetto che a muoverla siano poco nobili fini elettorali».

«Infine – ha concluso Rossoni – voglio ricordare che la precedente intesa raggiunta sul modello centralizzato delle classi primavera parlava esplicitamente di ‘una sperimentazione per il
solo anno scolastico 2007/2008’. Voglio quindi rassicurare tutte le famiglie che l’impegno della Lombardia è rivolto a rendere più adeguato alle loro esigenze il servizio delle
‘classi primavera’, non certo a farlo naufragare».

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