Cisl: rinnovi contrattuali, ancora troppi i settori con tempi di attesa superiori a dodici mesi.
3 Febbraio 2009
“Dai dati diffusi
dall’ ISTAT sulla situazione dei rinnovi contrattuali nel 2008 emerge la tendenza ad una leggera riduzione dei tempi di attesa rispetto al 2007. E’ un fenomeno sicuramente
positivo che tuttavia evidenzia come per una grande quantità di settori i tempi rimangono comunque superiori ai dodici mesi.”.
Lo dichiara in una nota il
Segretario confederale della Cisl Gianni Baratta.
“Il recente accordo quadro
sulla riforma degli assetti contrattuali rappresenta, da questo punto di vista, una grande opportunità per invertire drasticamente la prassi del ritardo che costituisce un danno
per tutti”.
Con questa impostazione si supera
la fase della “ conquista del tavolo”, diatriba su cui si sono consumati scioperi e conflitti che hanno bruciato risorse per i lavoratori e per le imprese, creando
spesso disagi per i consumatori e gli utenti in un contesto di assoluta incertezza sui tempi di rinnovo contrattuale.
“E’ curioso che oggi
sulla base di questi dati la Cgil difenda il vecchio modello contrattuale, nonostante non abbia firmato nel 2008 due importanti contratti come quello del commercio e del Pubblico
Impiego – sottolinea il Segretario confederale – Le nuove regole della contrattazione prevedono norme, tempi e procedure per favorire l’apertura e lo svolgimento dei negoziati in
tempi fisiologici, in modo da saldare scadenza e rinnovo dei contratti, tendenzialmente senza soluzione di continuità”.
“Anche il superamento
dell’inflazione programmata continua il sindacalista – parametro deciso dai vari governi e spesso influenzato da decisioni politiche più che da ragioni ispirate da una
politica dei redditi, sostituito da un riferimento più scientifico ed oggettivo, come l’indice armonizzato europeo, costituisce elemento favorevole per la riduzione dei
tempi di negoziato”.
L’accordo quadro crea,
inoltre, le condizioni – attraverso il sostegno al secondo livello – per un’estensione della prassi contrattuale come strumento principe per la regolazione dei
rapporti di lavoro a tutti i livelli
“C’è da augurarsi – conclude Gianni Baratta – che la prossima rilevazione dell’Istat possa confermare tendenze migliori per i rinnovi
contrattuali sia per il numero di contratti rinnovati in tempi inferiori, sia per il totale dei lavoratori coinvolti”





