Cia Umbria: ruralità e società civile

Il 30 maggio a Perugia, presso l’Hotel Giò, si è tenuta la conferenza internazionale conclusiva del progetto Agripolis (AGRIcultural POLicy Information and Society), promosso dal
Centro di istruzione professionale agricola e assistenza tecnica della Cia Umbria e cofinanziato dalla Commissione europea, DG Agricoltura e Sviluppo Rurale, nel quadro dell’azione comunitaria
«Misure di informazione sulla politica agricola comune regolamento 814/2000».

L’incontro si è sviluppato intorno a tre tavole rotonde durante le quali numerosi esperti e rappresentanti delle istituzioni hanno introdotto vari aspetti sul tema «Ruralità
e società civile: un confronto aperto».

Ad aprire l’incontro è stato Antonio Sposicchi, presidente della Cia Umbria, il quale ha dichiarato la sua soddisfazione riguardo al progetto Agripolis e sottolineato l’importanza di
questo ultimo incontro, soprattutto per il carattere internazionale che esso ha assunto, grazie alla presenza dei numerosi esponenti europei.

La presentazione del presidente è stata seguita dalla relazione di Daniela Sarnari, vicepresidente della Cia Umbria, la quale ha riassunto i temi che sono stati oggetto dei vari
dibattiti e ha esposto i riscontri avuti dalle precedenti conferenze. «I risultati ottenuti dal progetto sono ottimi, soprattutto per il coinvolgimento da parte dei diversi operatori del
settore rurale». La Sarnari ha poi aggiunto: «Conoscere il territorio significa riscoprire i valori e la storia della propria terra, ed è per questo che la nostra
organizzazione vuole creare un nuovo rapporto tra agricoltura e cittadini».

L’inizio del dibattito ha avuto luogo con la tavola rotonda condotta dal giornalista Rai3 Antonello Brughini sul tema «Un impegno istituzionale per uno sviluppo sostenibile ed un nuovo
rapporto tra mondo rurale e cittadini»; ad essa hanno preso parte il presidente nazionale di Turismo Verde, nonché presidente del Gal Trasimeno-Medio Tevere Walter Trivellizzi,
L’assessore all’Agricoltura e foreste della Regione Umbria Carlo Liviantoni e Ilio Liberati, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Perugia. I tre hanno portato avanti un dialogo sul
nuovo modo di intendere lo sviluppo rurale e hanno posto l’accento sull’importanza di dotare il settore agricolo di un’impronta di qualità, soprattutto in una regione come l’Umbria, che
è strategicamente legata al territorio rurale. «Oggi, grazie ai nuovi Programmi comunitari di sviluppo rurale, possiamo veramente creare un legame più serio tra mondo rurale
e cittadini» , queste le parole del Presidente Trivellizzi.

La seconda tavola rotonda, sul tema: «L’istruzione e la formazione in agricoltura specchio dei cambiamenti del mondo rurale», è stata invece introdotta da Massimo
Canalicchio, project manager Agripolis, ad essa hanno preso parte Francesco Pennacchi, preside della Facoltà di Agraria Università di Perugia, Palle S. Johannessen, vicepresidente
Dalum College (Dk); Bas Timmers, presidente Ifsat (Nl); Manuel Del Pino Lopez, segretario generale Asaja Granata (E). Il dibattito è stata un’occasione per illustrare dettagliatamente i
metodi e le procedure della formazione e istruzione agricola degli altri stati europei. Ad intervenire per primo è stato il preside danese Johannessen, il quale ha illustrato la
struttura del sistema di istruzione del suo paese di fronte ai cambiamenti del mercato del lavoro e ai bisogni delle imprese agricole ed agroalimentari.

Lalassa hanno preso parterugia;vuto luogo con la tavola rotonda condotta dal terza tavola rotonda, alla quale hanno preso parte Vincente Pérez Garcìa de Prado, direttore generale
Asaja Andalusia, e Antonio Sposicchi, presidente Cia Umbria, ha trattato l’argomento «Nuovi compiti e nuove relazioni del mondo agricolo con il contesto politico-sociale dopo la riforma
della Pac». Il coordinatore generale di Asaja ha illustrato il punto di vista della sua associazione agricola nei confronti della riforma della Pac e la strategia che è stata
intrapresa per la difesa del mondo agricolo. Antonio Sposicchi ha poi preso la parola per evidenziare i compiti e le sfide che l’associazionismo agricolo dovrà affrontare in seguito alla
riforma: «La Politica agricola comune offrirà agli agricoltori gli strumenti adatti per gestire le nuove sfide a cui dovranno far fronte».

L’incontro è terminato con l’intervento di Giuseppe Politi, presidente Cia nazionale, il quale ha tracciato le prospettive che l’associazione intravede negli scenari europei ed
internazionali odierni per l’informazione del mondo rurale e per lo sviluppo delle imprese agricole.

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