Cassazione su cognome dei figli: solo quello paterno è un retaggio patriarcale e contrario ai principi europei

“Fino ad oggi il cognome dell’uomo, marito o genitore, ha sempre prevalso, persino come consuetudine, ma i costumi sociali sono cambiati e perciò è necessaria una
modifica che parta dal presupposto di uguaglianza uomo-donna”. Con queste parole si apre l’intervento della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicale-Partito Democratico, in
merito alla senteza della Cassazione relativa alla possibilità di scegliere il cognome del nascituro.

“Il Parlamento dovrebbe calendarizzare subito le proposte di legge per offrire ai genitori l’opportunità di decidere, di comune accordo, il cognome da trasmettere ai figli,
lasciandoli liberi di stabilire se debba essere del padre, della madre o di entrambi.
Gia’ la Corte Costituzionale, nel 2006, si era appellata al Parlamento perchè modificasse questa legislazione. Oggi dalla Cassazione arriva l’affondo: il solo cognome paterno
è una discriminazione fondata sul sesso.

Con l’approvazione, il 13 dicembre 2007, del Trattato di Lisbona, anche l’Italia, come tutti i 27 Stati membri, ha il dovere di uniformarsi ai principi fondamentali della Carta dei
diritti Ue, tra i quali il divieto “di ogni discriminazione fondata sul sesso”.

Di più: il solo cognome paterno è “retaggio di una concezione patriarcale della famiglia non più in sintonia con l’evoluzione della società e le fonti di
diritto soprannazionali”.
Così la sentenza 23934 della I Sezione civile della Corte di Cassazione.

Il Parlamento da anni discute in materia senza riuscire a legiferare, impedendo ad una donna coniugata di lasciare il proprio cognome ai figli e permettendolo, in forma esclusiva, solo
nei casi in cui non sia sposata e il padre non riconosca il figlio. In seguito al riconoscimento postumo del bimbo da parte del padre, con una serie di procedure complesse e
burocratiche presso il Tribunale dei Minorenni, e’ possibile che sia concessa l’aggiunta del cognome del padre senza che questo sostituisca quello materno.

Fin dal primo giorno della legislatura ho presentato il ddl n.130 sottoscritto anche dai sen. Marco Perduca, Roberto Della Seta, Francesca Maria Marinaro, Paolo Amato, Franca
Chiaromonte e Francesco Pardi per permettere che i genitori possano liberamente decidere il cognome -o i cognomi- da lasciare ai propri figli”.

Leggi Anche
Scrivi un commento